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Viticoltori del Douro: due settimane per il fondo

Il Portogallo apre da lunedì una finestra di due settimane per i viticoltori del Douro che chiedono parte del fondo da 12 milioni di euro, il secondo salvataggio in due anni.

Vista aerea di vigneti terrazzati e un villaggio lungo il fiume Douro
Fotografia · Photo: Matheus De Moraes Gugelmim · Pexels · Pexels License

I viticoltori del Douro che non riescono a vendere il raccolto di quest'anno potranno chiedere da lunedì una quota del fondo portoghese da 12 milioni di euro, mentre una vendemmia abbondante si scontra con un mercato che non la assorbe.

La finestra per le domande va dal 28 settembre al 12 ottobre, ha confermato venerdì l'Istituto dei Vini del Douro e Porto (IVDP), tre settimane dopo che il Consiglio dei Ministri ha approvato il fondo il 4 settembre. I viticoltori del Douro devono presentare la domanda solo online, tramite l'IVDP.

Come chiedono il fondo i viticoltori del Douro

Il Portogallo paga di nuovo i viticoltori del Douro per non vendere un vino che il mercato non vuole più.

Il sostegno compensa gli appezzamenti lasciati non vendemmiati, in tutto o in parte, nella campagna 2026/2027. L'IVDP calcola ogni pagamento confrontando la produzione dichiarata nel 2026 con la media del viticoltore nelle cinque campagne precedenti, con un tetto di 1.125 € per ettaro.

Il pagamento arriva con un unico bonifico, rilasciato solo dopo che gli ispettori confermano che l'uva è ancora sulla vite. I viticoltori devono lasciare l'uva non lavorata e non venduta dalla domanda fino a quell'ispezione. Se le domande superano il budget, l'IVDP ridurrà tutti i pagamenti nella stessa proporzione.

Rui Paredes, presidente dell'associazione Casa do Douro, ha dichiarato a inizio settembre che la misura «non è ideale» ma è «quella possibile». La sua associazione chiedeva invece una distillazione di crisi, come quella del 2025, perché avrebbe tolto vino in eccesso dal mercato invece di pagare per lasciare l'uva appesa.

Il Ministero dell'Agricoltura lo presenta diversamente: lo descrive come parte di uno sforzo per «normalizzare il settore vitivinicolo» e «salvaguardare la sostenibilità economica, sociale e ambientale» del Douro, secondo il comunicato di venerdì.

Secondo salvataggio in due anni

Il problema è l'abbondanza, non la scarsità. L'ADVID, l'ente di ricerca viticola della regione, prevede un raccolto tra il 25% e il 30% superiore a quello del 2025, pari a 178.000 pipe, il livello più basso degli ultimi 25 anni. I viticoltori raccontano cantine già piene e ordini cancellati proprio all'inizio della vendemmia, in alcuni casi due settimane prima del solito.

Il Portogallo aveva applicato un salvataggio simile nel 2025, pagando per distillare l'uva in eccesso. Che la soluzione di quest'anno torni a trasferire denaro invece di ridurre le scorte suggerisce che lo squilibrio tra domanda e offerta sia sopravvissuto a un primo round di aiuti.

L'IVDP ha otto giorni lavorativi dopo la scadenza del 12 ottobre per decidere ogni domanda. Se i 12 milioni basteranno dipenderà da quanti viticoltori del Douro sceglieranno di lasciare l'uva sulla vite invece di venderla in perdita.

Fonti

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