L'olio d'oliva italiano cresce del 31% nel 2025-26
I dati Ismea diffusi al Terra Madre di Torino mostrano una risalita a 325.000 tonnellate, con prezzi ancora sopra Spagna, Grecia e Tunisia a inizio nuova campagna.

L'olio d'oliva italiano è salito del 31%, a 325.000 tonnellate, nella campagna 2025-26. Lo ha reso noto Ismea il 24 settembre al Terra Madre Salone del Gusto di Torino, mentre il Paese apre una nuova campagna con scorte più abbondanti e prezzi ancora sopra quelli dei principali concorrenti europei.
I dati sono stati presentati durante l'incontro «Olio italiano, verso la nuova campagna», con il presidente di Ismea Livio Proietti e Tiziana Sarnari, responsabile indicazioni geografiche dell'ente. L'incontro ha aperto quattro giorni di programma che Ismea porta avanti con Slow Food Italia fino al 27 settembre.
L'olio d'oliva italiano si riprende con forza
Il volume torna, i margini no: quest'olio vale ancora meno di quello dell'anno scorso.
La produzione era scesa a circa 248.000 tonnellate nella debole campagna 2024-25 prima di questo rimbalzo, secondo i dati Ismea. Il comparto olivicolo italiano copre oltre un milione di ettari, di cui circa 289.000 certificati biologici, tra circa 620.000 aziende e oltre 4.200 frantoi attivi.
Il Paese conta 51 indicazioni geografiche europee per l'olio d'oliva italiano, 42 DOP e nove IGP, un dato che Ismea ha ripreso il giorno dopo in un'altra sessione sul valore di questi marchi.
L'extravergine sulla piazza di riferimento di Bari quotava 4,55 euro al chilo a settembre, sotto i massimi dell'anno scorso. Secondo Ismea, le quotazioni dell'olio d'oliva italiano restano superiori a Spagna, Grecia e Tunisia, e sopra i livelli precedenti l'impennata dei prezzi del 2022, nonostante i cali di quest'anno.
Il commercio di olio d'oliva italiano ha seguito la raccolta più abbondante. Le importazioni sono calate nel primo semestre con la maggiore disponibilità interna; le esportazioni verso Stati Uniti e Germania si sono contratte, mentre quelle verso Regno Unito, Polonia, Paesi Bassi e Belgio sono cresciute.
I fondi pubblici tengono in piedi i frantoi
Il rimbalzo arriva dopo sostegni statali a una filiera molto frammentata. Il ministero dell'Agricoltura ha già destinato 40 milioni di euro alla liquidità dei frantoi, e il disegno di legge ColtivaItalia stanzia altri 300 milioni per il comparto tra il 2027 e il 2029. Ismea calcola in 1,9 miliardi di euro il sostegno di PNRR e PNC dal 2023, per oltre 2.000 imprese.
La Spagna, primo produttore al mondo, affronta a sua volta la sua raccolta anticipata a Jaén, che contribuirà a decidere quanto durerà il vantaggio di prezzo italiano. Il prossimo dato di Ismea arriverà con la campagna 2026-27, in avvio nel sud Italia nel corso di ottobre.
Il volume torna, i margini no: quest'olio vale ancora meno di quello dell'anno scorso.


