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Terra Madre celebra a Torino 40 anni di Slow Food

La 16ª edizione di Terra Madre Salone del Gusto apre il 24 settembre nelle piazze di Torino, in coincidenza con il 40° anniversario di Slow Food e incentrata sulla biodiversità.

La soleggiata Piazza Castello di Torino con la cupola di Palazzo Madama e passanti
Fotografia · Photo: Raffaella Troiano / Pexels · Pexels License

Terra Madre Salone del Gusto torna nelle piazze storiche di Torino dal 24 al 27 settembre, con la sua 16ª edizione che coincide con il 40° anniversario di Slow Food.

Città di Torino, Regione Piemonte e Slow Food organizzano l'evento insieme, e il programma di quest'anno punta più del solito sull'anniversario: quarant'anni da quando Slow Food è nata nella vicina Bra come reazione all'avanzata del fast food in Italia, trasformando quella reazione in una rete globale di piccoli produttori, custodi di semi e cuochi.

Una rete per la biodiversità compie quarant'anni

Quarant'anni dopo, difendere i piccoli produttori dall'omologazione è un argomento diffuso, non di nicchia.

La missione centrale di Slow Food attraversa l'evento: proteggere e promuovere la biodiversità negli alimenti, nel sapere che li coltiva e nelle culture che li cucinano. Questo prende forma concreta nel catalogo dell'Arca del Gusto e nei progetti Presìdi, che sostengono i piccoli produttori che mantengono vive razze, sementi e tecniche specifiche invece di lasciarle scomparire davanti alle alternative su scala industriale. Questa edizione dedica uno spazio proprio alle coalizioni Slow Food per caffè, cacao, vino e sidro, quattro prodotti in cui la stessa tensione tra industriale e artigianale determina prezzi e filiere ben oltre Torino, dalle piantagioni di cacao della Costa d'Avorio fino alla Fiera del tartufo bianco di Alba, già in Piemonte.

Il programma si distribuisce sulle grandi piazze della città invece che in un unico padiglione fieristico: conferenze sulle politiche alimentari convivono con laboratori del gusto, pranzi condivisi che siedono allo stesso tavolo chef e produttori dei loro ingredienti, e percorsi sensoriali sviluppati con le istituzioni culturali locali.

Cosa hanno cambiato quarant'anni di Slow Food

Torino ospita l'evento fin dalla prima edizione, e l'identità gastronomica stessa della città, dalle sue cioccolaterie ai vigneti vicini, si intreccia con gli argomenti fondativi di Slow Food sulla specificità territoriale. Chi segue il cibo oltre il perimetro della fiera può ritrovare la stessa logica nella cultura dei mercati di Bologna, a due ore di treno verso est. Quarant'anni dopo, l'edizione dell'anniversario arriva in un momento in cui l'argomento originario del movimento, che il cibo legato al territorio e ai piccoli produttori vada difeso dall'omologazione, è diventato talmente diffuso da dover essere riaffermato più che presentato.

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