Vino a bassa gradazione, il Cile crea la categoria
Un decreto pubblicato l'11 settembre consente ai produttori cileni di fare vino da 8,5 gradi, tre punti sotto un minimo che resta in vigore per tutto il resto.

Il vino a bassa gradazione è ora una categoria legale in Cile: il Decreto n. 68, pubblicato sul Diario Oficial l'11 settembre, ammette vini da 8,5% di alcol, tre punti sotto il minimo dell'11,5% che ha definito il vino cileno. La soglia tradizionale non cambia; i nuovi vini occupano una fascia a sé tra le due cifre.
Il decreto, firmato dal presidente José Antonio Kast, modifica il regolamento della Legge 18.455. Definisce il prodotto come una bevanda ottenuta esclusivamente da succo d'uva parzialmente o totalmente fermentato, uva da tavola esclusa, con pratiche enologiche autorizzate. La soglia dell'8,5% coincide con il minimo generale adottato dall'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV).
Il ministro dell'Agricoltura Jaime Campos ha annunciato il 4 settembre il via libera della Contraloría, l'organo di controllo dello Stato, ricordando che il Cile discuteva la modifica da almeno 15 anni. L'ha descritta come una nuova classe all'interno del gruppo già esistente dei vini speciali. Il governo punta a nuovi mercati nel Sud-est asiatico e in Africa, senza toccare le regole del vino tradizionale.
Il sud fresco può ottenere questi vini in vigna; il centro caldo avrà bisogno di macchine.
Cosa consente il decreto sul vino a bassa gradazione
Oltre alla nuova fascia, il decreto introduce pratiche raccomandate dall'OIV, tra cui ultrasuoni, impulsi elettrici e alte pressioni, e rivede le dosi massime di additivi come la gomma arabica e l'acido fumarico. Secondo un'analisi del sito cileno WiP, le sostanze autorizzate per la prima volta sono otto e nessuna abbassa l'alcol da sola. In etichetta non sarà obbligatorio indicare come il vino ha raggiunto la sua gradazione.
Il testo si appoggia a dati di mercato: un segmento mondiale di vini dealcolati e a bassa gradazione che valeva 1,18 miliardi di dollari nel 2023 e che dovrebbe arrivare a 7,89 miliardi nel 2032. Alfonso Undurraga, presidente dell'associazione dei produttori Vinos de Chile, ha dichiarato ad agosto che la categoria avvicina le norme cilene a quelle di altri Paesi produttori.
Sud fresco, centro caldo
È la geografia a stabilire quanto sarà facile. Nelle zone più fresche del sud, come Itata, Bío Bío, Malleco e Osorno, l'uva può raggiungere naturalmente livelli di zucchero più bassi e basta una fermentazione convenzionale. Maule, O'Higgins, Coquimbo e la Regione Metropolitana, che nel 2026 hanno prodotto il 96,9% del vino cileno, avranno bisogno di vendemmie anticipate, filtrazione del mosto a membrana o dealcolazione dopo la fermentazione.
La scelta arriva dopo un anno difficile sui mercati esteri. Le esportazioni di vino cileno sono calate del 10,9% in volume e del 4,3% in valore nel 2025, secondo i dati riportati da El Mostrador, mentre cantine come Don Melchor collezionano candidature a premi internazionali. Se chi già sceglie bevande analcoliche pagherà per una bottiglia cilena più leggera è l'unica domanda a cui nessun decreto può rispondere.
Fonti
- CNN Chile · 2026-09-11
- WiP.cl · 2026-09-14
- Emol · 2026-09-04
- El Mostrador · 2026-08-17


