La FTC fa causa a Toast per commissioni nascoste
Il regolatore statunitense sostiene che la società di tecnologia per ristoranti pubblicizzava un piano gratuito nascondendo commissioni, extra e un'uscita complicata.

La Federal Trade Commission statunitense (FTC) ha fatto causa a Toast Inc. il 29 ottobre, sostenendo che l'azienda di tecnologia per ristoranti nascondesse commissioni, addebiti di abbonamento non autorizzati e ostacoli alla disdetta dentro un piano di cassa che pubblicizza come gratuito.
La FTC ha depositato la causa presso il tribunale federale del Distretto Nord della California, insieme agli uffici legali delle contee di Los Angeles e San Francisco e ai procuratori generali di Colorado, Florida e altri cinque stati. I commissari hanno votato 2-0 per autorizzare il caso.
Toast commercializza un piano «Pay-as-you-Go» a 0 dollari al mese per hardware e software, pensato come ingresso a basso rischio per i piccoli ristoranti. Secondo la denuncia, il costo reale emerge altrove: commissioni per transazione più alte e un terminale da restituire — o pagare a prezzo pieno — se il ristorante non inizia a incassare pagamenti entro 120 giorni, un tempismo che richiama il chiosco rivale lanciato da Square questo mese, segnale di quanto sia diventato sensibile alle commissioni il settore.
Queste pratiche sono illegali, e la FTC continuerà ad agire con decisione.
Cosa sostiene la denuncia
Secondo l'atto, i ristoranti che chiudono temporaneamente pagano comunque 85 dollari al mese, e la disdetta anticipata costa 150 dollari per ogni mese rimasto di contratto. La FTC sostiene inoltre che gli operatori venissero iscritti a servizi aggiuntivi — gestione delle presenze, buste paga — senza un consenso chiaro, portando il costo medio a circa 900 dollari al mese, a cui si aggiunge una commissione di 0,99 dollari che Toast applicava agli ordini online tra il 2021 e il 2023 e tratteneva per sé.
Uscire dal contratto è, secondo la denuncia, un percorso a ostacoli a sé: un preavviso scritto di 30 giorni non chiaramente comunicato all'iscrizione, chiamate che si trasformano in tentativi di trattenere il cliente, e un ristoratore a cui sono stati addebitati 5.318,87 dollari di penali dopo quattro anni da cliente.
Un'assistenza «24/7» che spesso non risponde
Toast pubblicizza sul proprio sito e nei materiali di iscrizione un'assistenza «24/7/365». La denuncia cita un ristoratore che ha chiamato di sabato e si è sentito dire che non c'era nessuno disponibile ad aiutarlo: il tipo di vuoto che, secondo i regolatori, lascia i ristoranti bloccati con commissioni che non riescono a risolvere.
«Queste pratiche sono illegali, e la FTC continuerà ad agire con decisione», ha detto Christopher Mufarrige, direttore dell'Ufficio per la protezione dei consumatori dell'agenzia, accusando Toast di imporre «commissioni nascoste, addebiti non autorizzati e trappole di abbonamento». Toast respinge le accuse: «Non siamo assolutamente d'accordo con le accuse della causa intentata dalla FTC e difenderemo con determinazione l'azienda», ha dichiarato in una nota.
La denuncia contesta violazioni del FTC Act e del Restore Online Shoppers' Confidence Act, e chiede al tribunale un'ingiunzione permanente, rimborsi e sanzioni civili, senza indicare una cifra di risarcimento: uno scrutinio che arriva mentre i ristoratori valutano lo scarso sollievo fiscale della manovra d'autunno britannica di fronte ai propri costi crescenti.


