La Rioja chiude la sua vendemmia più precoce
Il Consiglio Regolatore certifica 333,77 milioni di chili d'uva, il 48% in più rispetto al 2025, anche se sotto il volume record del 2023.

Il Consiglio Regolatore della Denominazione Rioja ha chiuso la vendemmia 2026 con 333,77 milioni di chili d'uva, la più precoce mai conclusa dalla regione.
Le varietà rosse hanno totalizzato 290,91 milioni di chili; le bianche ne hanno portati 42,86 milioni. Il totale resta del 48% sopra la vendemmia 2025, pur restando sotto i 382 milioni di chili del 2023.
Il Consiglio attribuisce l'anticipo, di diverse settimane rispetto al calendario abituale, soprattutto alle alte temperature.
La più precoce della sua storia, ma non la più abbondante
Un buon anno per l'uva bianca
L'uva bianca di Rioja è il dato da tenere d'occhio. La varietà ha avuto un'offerta scarsa; nel 2025 la raccolta di bianca si era fermata a circa 34 milioni di chili, ben sotto i 42,86 milioni di quest'anno. Più materia prima per una categoria che sta ancora costruendo la propria reputazione cambia i conti ai produttori che la razionavano da tempo.
Il Consiglio ha segnalato che l'uva è arrivata in ottimo stato sanitario, senza malattie o marciumi rilevanti, un risultato che collega al tratto finale, precoce, caldo e secco, prima della vendemmia.
Precoce non significa grande
Gli stessi dati di Rioja distinguono i due record in gioco quest'anno. La vendemmia è la più precoce mai registrata, non la più abbondante: i 382 milioni di chili del 2023 restano il riferimento di volume, e il 2026 si ferma circa 48 milioni di chili al di sotto.
Le bottiglie di questa annata non arriveranno sul mercato a breve: le categorie di invecchiamento della Rioja vanno dai vini giovani Cosecha, in commercio entro un anno, ai Riserva e Gran Riserva, che trascorrono da due a tre anni tra botte e bottiglia prima dell'uscita. In quale categoria finirà la vendemmia 2026 è una decisione che ogni cantina prenderà per conto proprio, partita per partita.
Quello che il 2026 conferma è la direzione. Dopo un 2025 debole, la regione torna a un raccolto maggiore e, secondo il Consiglio, con uva più pulita, un risultato che i produttori spagnoli potranno valutare del tutto solo a imbottigliamento avvenuto, nello stesso mese in cui la Rioja perdeva uno dei suoi più convinti difensori dei vini bianchi, Óscar Tobía.


