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Valencia, buono ristorazione: 50 euro nei comuni alluvionati

La Generalitat rimborserà metà di quanto i residenti della zona colpita dall'alluvione del 2024 spendono in bar e ristoranti locali. Il fondo è di 3,9 milioni, domande dal 15 ottobre.

Mani che avvicinano una carta bancaria a un Pos su un tavolo bianco, accanto a un caffè da asporto e a una ciotola di mandorle
Fotografia · Photo: Towfiqu barbhuiya · Pexels · Pexels License

A Valencia torna il buono ristorazione: il governo regionale rimborserà metà di quanto i residenti dei comuni alluvionati spendono in bar e ristoranti della zona, fino a 50 euro a testa, con un fondo di 3,9 milioni.

Il programma, chiamato Bono Hostelería 2026, è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale regionale il 29 settembre, secondo Valencia Plaza. Riguarda i comuni colpiti dall'alluvione del 29 ottobre 2024, che in Spagna chiamano dana, e i bar, le caffetterie e i ristoranti che lì hanno riaperto con meno clienti di prima.

Il meccanismo è semplice e volutamente stretto. Un maggiorenne residente in uno dei comuni elencati nell'allegato si iscrive online, consuma in un locale aderente, paga con carta e carica gli scontrini. La Generalitat gli restituisce poi il 50% della spesa, con un tetto di 50 euro a persona: per ottenere il massimo servono quindi 100 euro di conti.

Cento euro spesi con carta in un bar della zona, cinquanta indietro: il fondo basta per 78.000 persone.

Come funziona il buono ristorazione

Ogni scontrino deve essere di almeno 20 euro, i contanti sono esclusi e si concede un solo buono a persona. Le domande si aprono il 15 ottobre alle 9 e si chiudono il 30 novembre, o prima se i soldi finiscono: vengono evase in ordine di arrivo.

La spesa vale fino al 13 dicembre e le ricevute vanno caricate entro il 15. Il rimborso arriva con bonifico in circa 30 giorni, riferisce la stampa locale. I locali hanno una finestra propria, dal 1° al 31 ottobre, e devono avere l'attività registrata in un comune ammesso e un Pos funzionante.

L'aritmetica fissa il tetto. A 50 euro ciascuno, 3,9 milioni coprono 78.000 buoni pieni, la cifra che Actualidad Valencia indica come beneficiari potenziali. Se tutti spendono i 100 euro necessari, il programma muove 7,8 milioni nelle casse locali in due mesi.

Che cosa cambia per i bar della zona colpita

Il buono è stato chiesto dalla federazione regionale dei pubblici esercizi, la FEHV, per riportare i consumi di prossimità nei paesi colpiti, scrive Valencia Plaza. Ai locali non arriva nulla direttamente: il contributo va al cliente e il bar incassa una vendita che forse non avrebbe fatto.

La soglia dei 20 euro conta. Un caffè con una fetta di pane tostato non rientra; un menù del giorno per due sì. Questo sposta il programma verso i ristoranti e i pranzi del fine settimana più che verso il banco del mattino, in una provincia dove il riso è una cosa seria, come ricorda il concorso di paella di Sueca.

La prima prova arriva il 15 ottobre alle 9. Con l'ordine di arrivo e una dotazione fissa, la domanda non è se il fondo verrà speso, ma quanti giorni durerà.

Fonti

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