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Il Beaujolais Nouveau 2026 arriva più scarso il 19 novembre

L'uscita fissa di mezzanotte incontra una vendemmia ridotta dalla grandine di luglio, il 10% sotto il 2025 secondo Inter Beaujolais, pur con un vino giudicato molto buono.

Vista aerea dei vigneti del Beaujolais e dei loro villaggi vicino a Mâcon al tramonto
Fotografia · Photo: Filipp Romanovski · Pexels · Pexels License

Il Beaujolais Nouveau 2026 arriva su scaffali e bar alle 00:01 di giovedì 19 novembre, data di uscita fissata per decreto francese dal 1985, con meno vino da distribuire dopo una vendemmia colpita dalla grandine.

AMUSE ha riportato a ottobre che Inter Beaujolais, l'organismo di categoria, stimava il raccolto 2026 tra 320.000 e 330.000 ettolitri, circa il 10% in meno rispetto al 2025. Una grandinata il 16 luglio ha colpito circa 5.000 ettari di vigneto, con perdite comprese tra il 5% e il 95% a seconda dell'appezzamento. Lo seguiva il reportage di AMUSE di ottobre sulla vendemmia 2026 colpita dalla grandine.

Una vendemmia ridotta dalla grandine

Un'annata più piccola significa solo che la fila di mezzanotte sarà più corta del solito.

La raccolta è iniziata il 13 agosto, sei giorni prima rispetto al 2025, ed era in gran parte conclusa a metà settembre. Viticoltori e interprofessione descrivono il vino risultante come molto buono, il che accentua ulteriormente il divario tra un'annata solida e un raccolto scarso.

Il Nouveau si produce con uva gamay giovane e viene imbottigliato poche settimane dopo la raccolta, il che spiega sia il fascino del formato sia il fatto che un raccolto scarso si veda sugli scaffali quasi subito, non mesi dopo.

Una data fissa per un rito che si restringe

L'uscita del terzo giovedì di novembre è stata fissata per legge proprio per porre fine a una precedente corsa tra produttori ad arrivare per primi sul mercato. Quest'anno coincide con le Sarmentelles de Beaujeu, in programma dal 18 al 22 novembre nella capitale della regione.

La domanda mondiale di Nouveau si riduce da anni, man mano che la novità perde fascino fuori da Francia e Giappone, i suoi due mercati principali. Un raccolto 2026 più piccolo non invertirà questa tendenza, ma significa che gli importatori avranno meno vino da svendere una volta passata la corsa della prima settimana.

Per un vino costruito interamente sull'idea di arrivare per primo, un'annata più piccola significa solo che la fila di mezzanotte del 19 sarà più corta del solito. Si affianca anche a la vendemmia francese 2026 nel suo complesso, la più bassa da anni.

Fonti

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