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Prezzo del cacao in Ghana, rialzo del 6% che allarga il divario

La proposta attende ancora la firma del ministro delle Finanze e arriva mentre la Costa d'Avorio tiene il suo prezzo a 1.200 franchi CFA al chilo, tre mesi dopo l'impegno comune ad allinearsi.

Mani che stendono fave di cacao fermentate su una stuoia di essiccazione in Ghana
Fotografia · Photo: Zeal Creative Studios · Pexels · Pexels License

Il prezzo del cacao in Ghana pagato ai coltivatori salirebbe di circa il 6% nella campagna 2026/27, a 2.737 cedi (circa 240 $) per sacco da 64 chili dagli attuali 2.587, secondo un piano dell'ente regolatore COCOBOD anticipato da Bloomberg il 9 settembre. Manca il via libera del ministro delle Finanze e all'11 settembre non risultava alcun annuncio ufficiale.

Il prezzo alla produzione è quanto riceve il coltivatore per le fave essiccate in azienda, prima che acquirenti, trasportatori ed esportatori aggiungano i loro margini. In Ghana lo fissa l'ente regolatore per l'intera campagna, in linea con l'obiettivo del governo di riconoscere agli agricoltori almeno il 70% del prezzo di esportazione franco a bordo (FOB). Gli acquisti partono intorno al 17 settembre, finanziati con titoli sul cacao che COCOBOD sta collocando presso investitori locali.

Il rialzo è piccolo rispetto al mercato. I futures sono saliti di circa il 50% dalla fine di maggio per il timore di raccolti più scarsi in Africa occidentale, mentre le stime sul raccolto ivoriano e ghanese continuavano a scendere. La tariffa attuale risale a febbraio, quando il Ghana la tagliò di circa il 29% perché gli acquirenti non accettavano più il costo delle sue fave.

Un prezzo alla produzione più alto in Ghana non aggiunge cacao al mondo, solo un motivo per passare il confine.

Prezzo del cacao in Ghana contro quello ivoriano

La Costa d'Avorio, primo produttore mondiale, ha mantenuto il prezzo alla produzione a 1.200 franchi CFA (circa 2,12 $) al chilo per il raccolto principale, che dura fino al 28 febbraio 2027, come ha annunciato il 1° settembre il ministro dell'Agricoltura Bruno Koné, riferisce Reuters. Un anno prima pagava il record di 2.800 franchi CFA.

Con 2.737 cedi al sacco, il Ghana pagherebbe circa il 75% in più al chilo, secondo Bloomberg, e le fave tendono a seguire il prezzo migliore. Nella scorsa campagna il Ghana puntava a 650.000 tonnellate e ne ha acquistate oltre 750.000, un'eccedenza che Bloomberg attribuisce in parte al cacao entrato di contrabbando dai paesi vicini.

Il piano stona anche con la diplomazia. Il 16 giugno ad Abidjan i presidenti John Dramani Mahama e Alassane Ouattara hanno firmato una dichiarazione congiunta che impegna i due paesi, dove si coltiva circa il 60% del cacao mondiale, ad armonizzare le politiche sui prezzi alla produzione e i calendari del raccolto, secondo Graphic Online. Tre mesi dopo, la distanza si allarga.

Quando il prezzo alla produzione arriva in pasticceria

Lentamente. I produttori di cioccolato si coprono sul cacao con mesi di anticipo: CoBank osservava a marzo che diversi avevano bloccato le fave a circa 6.000 $ la tonnellata nell'autunno precedente, il che lasciava poco spazio per abbassare i prezzi quando il mercato è sceso. Il cioccolato di copertura che una pasticceria lavora quest'inverno è stato pagato in buona parte prima che questa proposta esistesse.

Una tariffa più alta in Ghana non aggiunge cacao al mondo; cambia dove le fave vengono vendute e contate. Le cucine se ne accorgono più tardi, attraverso i dati sull'offerta che muovono i futures.

Il prossimo passo è la firma del ministro delle Finanze. Il prezzo ivoriano resta fisso fino alla chiusura del raccolto principale a fine febbraio, il che lascia ai contrabbandieri un'intera stagione di conti chiari.

Fonti

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