La vendemmia di Rioja riapre lo scontro sul prezzo dell'uva
La vendemmia 2026 di Rioja è la più precoce della sua storia e promette qualità alta, ma viticoltori e cantine restano divisi sul prezzo pagato per l'uva.

La vendemmia 2026 di Rioja è la più precoce della sua storia, e i viticoltori denunciano che il prezzo dell'uva a Rioja resta sotto il costo di produzione.
La raccolta ha ormai coperto l'intera Denominación de Origen Calificada. Entro l'11 settembre le cantine avevano ricevuto 185,1 milioni di chili di uva, 146,8 milioni di uve rosse e 38,3 milioni di bianche, secondo quanto dichiarato all'EFE da Alejandra Rubio, direttrice tecnica del Consejo Regulador.
La campagna è iniziata a inizio agosto, l'avvio più precoce mai registrato, una tendenza vista quest'anno anche nella vendemmia più precoce di Borgogna in quasi 500 anni. La DOCa conta 66.405 ettari tra La Rioja, i Paesi Baschi e la Navarra, con quasi 13.000 viticoltori e 600 cantine.
Nemmeno con le rese massime i viticoltori copriranno i costi per la settima campagna consecutiva.
La campagna precedente, giudicata eccellente ma molto corta, si è chiusa con 225,4 milioni di chili di uva e 155 milioni di litri di vino tutelato, il 18% in meno dell'anno prima, in linea con la vendemmia più scarsa di Francia dal 1957. Il caldo ha di nuovo ridotto la dimensione degli acini quest'anno, quindi le stime 2026 restano sotto quelle di inizio ciclo, pur leggermente superiori a quelle del 2025.
Il prezzo dell'uva resta sotto costo
Nel 2025 i viticoltori hanno incassato in media 0,83 €/kg per l'uva rossa e 0,79 €/kg per la bianca, secondo l'Osservatorio prezzi della Consejería de Agricultura de La Rioja. L'organizzazione ARAG-ASAJA calcola il costo di produzione di un chilo di uva rossa in 0,864 € di media tra il 2020 e il 2025, contro gli 0,722 € realmente incassati: una differenza di 14,3 centesimi, circa il 16,5% sotto costo, pari a 38.227 € di perdite accumulate su un'azienda di dieci ettari.
«Il lavoro in vigna ha reso possibile questa vendemmia, nonostante l'aumento dei costi dei trattamenti», ha dichiarato all'EFE il segretario generale di ARAG-ASAJA, Igor Fonseca, aggiungendo che la qualità va pagata in vigna. Il coordinatore di UAGR-COAG, Roberto Ruiz-Clavijo, ha affermato che nemmeno con le rese massime i viticoltori copriranno i costi per la settima campagna consecutiva, chiedendo il rispetto della legge sulla filiera alimentare, che impone contratti firmati con un prezzo.
Le cantine difendono prezzi stabili
Il segretario organizzativo di UPA La Rioja, Néstor Alcolea, ha segnalato che alcuni viticoltori non hanno ancora una cantina assicurata per la loro uva. In diverse zone della Rioja Alta, secondo quanto denunciato, alcune cantine rifiutano uva sopra i 14 gradi, lasciando il produttore senza margine dopo un anno di lavoro.
L'associazione delle cantine Esencia Rioja sostiene di aver firmato i contratti prima dell'arrivo dell'uva, con prezzi fissati in modo oggettivo che resteranno vicini a quelli dello scorso anno. Il direttore generale, Íñigo Torres, giudica positiva questa stabilità, perché le rese di Rioja supereranno quelle del 2025 mentre altre zone spagnole hanno meno offerta, pur avvertendo che il calo dei consumi mondiali di vino costringe la regione a investire di più in promozione per mantenere quote di mercato.
A Oyón, il viticoltore Enrique López de Alda ha vendemmiato un appezzamento di 60 anni e ha riassunto il clima: «Quest'anno è da fare scorta di vino». Se quell'ottimismo arriverà al prezzo per chilo non si saprà fino all'ultima uva raccolta, probabilmente già in ottobre.
Fonti
- Vinetur (EFE) · 2026-09-15
- Infobae (EFE) · 2026-09-12
- ARAG-ASAJA · 2026-08-03
- Moncloa.com · 2026-08-27


