La vendemmia più precoce di Borgogna in quasi 500 anni
Il grand cru Montrachet ha aperto la vendemmia il 13 agosto, la data più precoce in quasi 500 anni, mentre il raccolto francese 2026 scende al livello più basso dal 1957.

La vendemmia più precoce di Borgogna in quasi 500 anni è iniziata il 13 agosto nel grand cru Montrachet, mentre il raccolto francese del 2026 si avvia verso il volume più basso dal 1957.
Domaine Leflaive ha iniziato la raccolta quel giovedì, anticipata da un’estate segnata da ondate di calore ripetute. Il gestore della tenuta, Brice de La Morandière, ha definito il momento «estremamente precoce», pur segnalando zuccheri e acidità equilibrati nell’uva. Il record precedente, il 15 agosto 1556, aveva segnato la data di vendemmia più precoce della regione per quasi 470 anni, secondo lo storico del clima Thomas Labbe.
La vendemmia più precoce mai registrata
La vendemmia più piccola di Borgogna da generazioni porta, dicono i viticoltori, il frutto più promettente.
Le rese raccontano il lato più duro della storia. Il consorzio vitivinicolo di Borgogna, il BIVB, stima per il 2026 un calo di circa il 40% rispetto a un’annata normale, con grappoli piccoli e concentrati in tutta la Côte d’Or. Fa parte di una vendemmia francese diretta verso il minimo dal 1957, secondo il servizio statistico Agreste, che stima il totale nazionale sotto i 34 milioni di ettolitri, il 6% in meno rispetto al 2025 e il 17% sotto la media degli ultimi cinque anni.
La Champagne è andata anche peggio: Agreste stima per il 2026 un calo del 48% rispetto all’anno scorso. Il Comité Champagne ha fissato una resa commercializzabile di 8.800 kg/ha il 22 luglio, equivalente a circa 250 milioni di bottiglie, il limite più severo dalla vendemmia 2020, segnata dalla pandemia. Bordeaux è andata in controtendenza, con un +10% su un debole 2025, ma ancora l’11% sotto la propria media quinquennale, secondo i dati di Agreste.
Nonostante le perdite, le prime valutazioni restano positive. Il Comité Champagne ha dichiarato che l’uva ha «un potenziale di grandissimi vini». A Puligny-Montrachet, il viticoltore Paul Carillon di Domaine Carillon ha riferito che «la qualità del frutto sembra promettente», anche con rese sotto la media nei suoi vigneti.
La qualità compensa la scarsità
Gli alti livelli di zucchero dietro questo ottimismo hanno spinto una misura normativa rara: le autorità francesi hanno sospeso temporaneamente il tetto abituale del 13% di alcol in Champagne, portandolo al 15% per l’annata 2026, una prima volta, per accogliere uve più mature senza forzare una vendemmia anticipata. I copresidenti del Comité Champagne, Maxime Toubart e David Chatillon, hanno avallato la resa ridotta come equilibrio tra ricostituzione delle scorte e reddito dei viticoltori.
Il calo non dipende solo dal clima: FranceAgriMer sovvenziona l’espianto dei vigneti dal 2023, riducendo la superficie coltivata mentre i produttori si adattano a una domanda in calo.
La fermentazione proseguirà tutto l’autunno nelle cantine borgognone, dove si attende un’annata piccola ma, secondo le prime impressioni, promettente. Da abbinare alla stagione, la ricetta del pollo della vendemmia di Amuse Kitchen, mentre il vino affina.
Fonti
- Vinetur · 2026-08-19
- Comité Champagne · 2026-07-22
- The Connexion · 2026-09-09
- The Drinks Business · 2026-07-23


