Il Davivienda Restaurant Tour chiude il suo percorso a Cali
Una stagione di 17 cene a quattro mani in cinque città colombiane si conclude questa settimana da Platillos Voladores, con Vicky Acosta accanto a chef ospiti dal Perù al Portogallo.

Il Davivienda Restaurant Tour 2026 si chiude questa settimana a Cali, con una cena a quattro mani da Platillos Voladores che conclude un percorso di 87 giorni in cinque città colombiane. Il tour, organizzato dalla Fundación Corazón Verde attraverso la sua piattaforma Alimentarte, si è svolto dal 10 agosto al 5 novembre e ha messo in scena 17 cene che hanno accoppiato chef internazionali a cuochi colombiani.
Il percorso ha toccato Barranquilla a metà settembre, Medellín a metà ottobre e Cartagena a fine ottobre prima di arrivare a Cali per la serata conclusiva. In ogni tappa, uno chef ospite si è unito a un cuoco locale per un unico menu, servito una sola volta, senza repliche.
La lista degli ospiti attraversa diversi continenti. Mitsuharu «Micha» Tsumura, di Maido a Lima, e Virgilio Martínez, di Central, entrambi abituali della lista dei World’s 50 Best, hanno partecipato insieme a Varun Totlani, di Masque a Mumbai, l’argentino Tomás Treschanski, la brasiliana Manu Buffara e il portoghese Pedro Pena Bastos. Anche David Castro, Jonatán Gómez Luna, Takehiro Ohno, Sebastián Weigandt e Kike Casarrubias hanno cucinato una data ciascuno.
Ogni cena si cucina una sola volta, nella cucina di un altro, per una sala che non rivedrà mai lo stesso menu.
Sul fronte colombiano, il tour ha coinvolto cuochi come Leonor Espinosa, Harry Sasson, Álvaro Clavijo, Jaime Torregrosa, Jeferson García, Carmen Ángel, Jaime Rodríguez, Vicky Acosta e Carolina Asmar, ognuno dei quali ha ospitato uno chef visitatore nella propria cucina invece che in un locale neutro.
A Cali, la cena di chiusura spetta a Platillos Voladores, il ristorante di Acosta nel quartiere Centenario aperto nel 2004 come scuola di cucina e negozio, poi cresciuto fino a diventare una sala da pranzo. Il menu è passato in due decenni da un repertorio internazionale di impronta asiatica a piatti colombiani come la sopa Baudó e il riso sinuano, costruiti in gran parte su prodotti dei coltivatori della Valle del Cauca.
Un solo turno, senza repliche
I biglietti della serie sono costati tra 300.000 e 500.000 pesos colombiani a persona, con vantaggi aggiuntivi per i titolari di carte Davivienda. I posti sono stati limitati alla capienza abituale della sala di ogni sede, e Alimentarte non ha annunciato liste d’attesa oltre al canale ufficiale di prenotazione.
Il ricavato va ai programmi della Fundación Corazón Verde per le famiglie di poliziotti morti o feriti in servizio, che coprono spese scolastiche, sostegno abitativo e assistenza psicologica. La fondazione gestisce da oltre un decennio la piattaforma Alimentarte, di cui questo tour fa parte insieme a un festival gastronomico separato.
Cosa mette alla prova il formato
Portare un formato itinerante in cinque città in meno di tre mesi mette sotto pressione soprattutto la logistica, più di qualsiasi singola cucina: prodotto, personale e, in alcuni casi, ingredienti importati per gli chef ospiti devono arrivare in ogni città a una data fissa, senza una seconda serata per rimediare a una consegna sbagliata.
Gli organizzatori non hanno detto se è prevista una dodicesima edizione nel 2027. Le edizioni precedenti si sono ripetute quasi ogni anno da quando la serie è iniziata, e il percorso di quest’anno ha aggiunto Barranquilla e Cali a un tragitto che di solito restava più vicino a Bogotá e Medellín.


