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Whitbread chiude tutti i Beefeater e i Brewers Fayre

Il proprietario di Premier Inn ha chiuso i suoi ultimi ristoranti indipendenti: sei marchi e circa 3.800 posti di lavoro in meno, tutto puntato sulle camere d'hotel.

Facciata verde di un tradizionale pub-ristorante britannico su una strada
Immagine d’archivio · Photo: Sofía Marquet · Pexels · Pexels License

Whitbread ha chiuso tutti i ristoranti Beefeater e Brewers Fayre nel Regno Unito, la più grande chiusura ristoranti Whitbread della sua storia, circa 200 sedi, tagliando circa 3.800 posti di lavoro per trasformare Premier Inn in un'attività puramente hoteliera.

Gli ultimi 106 Beefeater hanno chiuso i battenti il 10 settembre, tre giorni dopo che i restanti 89 Brewers Fayre erano chiusi il 7 settembre. Table Table, Bar + Block, Whitbread Inns e Cookhouse + Pub erano già chiusi dal 3 settembre. Resta aperto solo The Social, il formato a menu unico già presente in oltre metà degli hotel Whitbread.

Le chiusure completano un piano quinquennale annunciato in aprile, che punta a 250 milioni di sterline di risparmi e a circa un miliardo di sterline in meno di spesa in conto capitale, finanziato in parte da un programma di vendita con locazione inversa da 1,5 miliardi di sterline su decine di immobili.

Un gruppo hoteliero, un solo menu: l'esperimento dei sei marchi è finito.

L'amministratore delegato di Whitbread ha descritto la mossa come un cambiamento di ciò che l'azienda è, non solo di ciò che taglia: «Questo piano trasformerà Whitbread in un'attività alberghiera pura, a margine e rendimento più alti». I marchi di ristorazione indipendenti, secondo l'azienda, erano diventati troppo costosi da gestire di fronte all'aumento delle imposte locali sugli immobili commerciali e dei contributi sociali a carico del datore di lavoro.

Cosa sostituisce i ristoranti

Whitbread sta riportando la ristorazione dentro gli hotel stessi: un menu standardizzato, la colazione come principale richiamo e una capienza calibrata sul numero di ospiti piuttosto che sul passaggio esterno. Il personale viene riorganizzato in team d'hotel polivalenti invece che in brigate di cucina e sala dedicate.

Il gruppo non si sta riducendo come azienda, solo come gestore di ristoranti. Premier Inn gestisce oggi circa 86.600 camere nel Regno Unito e in Irlanda e punta a 96.000 entro il 2031, finanziate in parte dal capitale liberato dalle chiusure.

Un ritiro più ampio dalla ristorazione informale

Le chiusure arrivano in un anno in cui l'ospitalità britannica ha già perso locali al ritmo di circa 20 al giorno, mentre gli operatori assorbono le stesse imposte e gli stessi costi del personale citati da Whitbread. Il recente passaggio di proprietà del Chester Grosvenor è un ulteriore segnale di quanta di questa pressione stia colpendo la ristorazione legata agli hotel piuttosto che i ristoranti indipendenti.

Ciò che resta del business di cibo e bevande di Whitbread è ormai un formato unico, pensato a partire dall'hotel. Se The Social possa sostenere i coperti prima serviti da sei marchi distinti è la domanda aperta per chi prenoterà una cena in un Premier Inn questo inverno.

Fonti

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