Ricetta del canelé: il dolce caramellato di Bordeaux
Un dolcetto francese rigato, dalla crosta scura quasi amara e un cuore di crema che trema. A Bordeaux nasce da un riposo di 24 ore e una cottura in due tempi.

Il canelé di Bordeaux è un dolcetto rigato costruito su un contrasto: una crosta color mogano, quasi amara, che avvolge una crema così morbida da tremare. Ottenere entrambe le cose nello stesso boccone dipende da un passaggio poco appariscente: lasciar riposare l'impasto un giorno intero prima di infornarlo.
La ricetta risale ai conventi di Bordeaux e al suo commercio del vino. I produttori usavano gli albumi per chiarificare il vino giovane, lasciando nelle cucine un surplus di tuorli, e la tradizione locale vuole che le suore li impiegassero in un impasto ricco, profumato al rum, cotto in piccoli stampi rigati. La vendemmia 2026 ha avuto un anno difficile per il caldo, finita con settimane di anticipo.
Un dettaglio ortografico distingue l'originale. Nel 1985 la confrérie du canelé di Bordeaux ha tolto una "n" dalla vecchia grafia "cannelé" per separare il proprio dolcetto dalle imitazioni che saltano il riposo o la temperatura del forno.
Conta più il riposo dello stampo: è quello che trasforma l'impasto in canelé.
Ingredienti
- 500 ml di latte intero
- 50 g di burro non salato
- 1 baccello di vaniglia, inciso per il lungo
- 200 g di zucchero semolato
- 100 g di farina 00
- Un pizzico di sale fino
- 2 uova intere, più 2 tuorli
- 1 cucchiaio di rum scuro
- Burro o olio neutro, per gli stampi
Preparazione
- Scaldare il latte con il baccello di vaniglia e il burro finché il burro non si scioglie, senza bollire. Il calore dolce estrae gli oli della vaniglia senza bruciarne l'aroma.
- Sbattere le uova con lo zucchero, setacciare la farina e mescolare fino a ottenere un composto liscio. Setacciare prima evita grumi quando arriva il latte caldo.
- Aggiungere il sale e il rum, poi versare il latte tiepido, mescolando fino a un impasto fluido e senza grumi. Latte troppo caldo inizia a cuocere le uova sui bordi, un grumo che poi non sparisce più.
- Coprire e refrigerare per una notte, idealmente 24 ore piene. Il riposo lascia rilassare l'amido della farina, ed è questo a dare al canelé la mollica densa e cremosa invece che spugnosa.
- Scaldare il forno a 220 °C. Imburrare gli stampi, a meno che non siano in silicone. Riempirli lasciando un po' di spazio: i canelé salgono leggermente prima di assestarsi.
- Cuocere a 220 °C per 8 minuti per fissare la crosta, poi abbassare a 180 °C per altri 40 minuti, finché sono scuri e croccanti. Il colpo di calore iniziale forma il guscio; il calore più dolce dopo cuoce la crema senza seccarla.
- Sformare su una griglia e lasciar raffreddare almeno 20 minuti, idealmente due ore, prima di mangiare. Appena sfornati, la crema è ancora troppo morbida per tremare come deve.
Perché rum e Sauternes vanno ancora insieme
Il canelé mantiene il suo contrasto solo per poche ore: la crosta si ammorbidisce col passare della giornata, così le pasticcerie vicino al Marché des Capucins di Bordeaux li vendono dal mattino e contano di finirli entro sera. Si mangiano lo stesso giorno, poche ore dopo l'uscita dal forno.
Il rum richiama l'antico commercio di Bordeaux con i Caraibi, ed è anche per questo che un bicchiere di Sauternes, il vino dolce prodotto a pochi chilometri a sud, è l'abbinamento scelto dai locali. Il caffè nero svolge la stessa funzione senza aggiungere dolce su dolce.
Si può fare il canelé senza stampo di rame? Sì: il silicone non va imburrato ed è più indulgente, anche se il rame conduce meglio il calore e dà la crosta più scura.


