Cité de la gastronomie di Digione: chiude il Village gastronomico
Le Village de la Cité, la società del gruppo Krief che gestiva negozi e ristorante del complesso, ha cessato l'attività il 7 ottobre. La stampa locale parla di 44 posti di lavoro coinvolti.

La Cité de la gastronomie di Digione ha perso mercoledì 7 ottobre il suo principale inquilino commerciale: Le Village de la Cité, che gestiva i negozi alimentari e il ristorante del complesso, ha annunciato la cessazione dell'attività e la chiusura dei suoi locali dopo quattro anni.
In un comunicato ripreso dai media regionali, la società afferma che il Village «conclude oggi la sua attività» all'interno della Cité internationale de la gastronomie et du vin e che lascerà il posto a «una programmazione diversa e interamente ripensata». Non indica alcun calendario.
Le Village de la Cité appartiene al gruppo Krief, il promotore che ha investito nel sito alla sua apertura, secondo l'emittente pubblica ICI. Il tribunale di commercio di Digione l'ha ammessa all'amministrazione controllata (redressement judiciaire) il 25 agosto, decisione resa pubblica il 31 agosto.
A quattro anni dall'apertura, un complesso da 250 milioni deve trovare nuovi gestori per i suoi negozi.
Che cosa chiude alla Cité de la gastronomie di Digione
La procedura riguardava sette locali, secondo France 3: Le Manège à Moutardes, La Gloriette, La Planche, il ristorante Meurette & Persillé, La Cuisine expérientielle, oltre alla pescheria L'Écaille e alla macelleria Le Billot, già chiuse. La testata locale Dijon Actualités indica in 44 il numero dei dipendenti.
Il Village non è il primo inquilino a lasciare la Cité de la gastronomie di Digione. Il 10 aprile il tribunale ha liquidato tre locali del gruppo Epicure: La Table des Climats, La Cave de la Cité e Le Comptoir de la Cité. Il bar Bamagotchi è stato liquidato il 30 settembre, secondo ICI.
Il cinema Pathé e gli spazi culturali del Comune di Digione restano aperti, precisa il comunicato del Village.
Un sito da 250 milioni ancora lontano dall'obiettivo
La Cité ha aperto nel maggio 2022 dopo lavori costati 250 milioni di euro, secondo France 3. L'obiettivo di un milione di visitatori l'anno non è mai stato raggiunto. Nel 2023 l'allora sindaco, François Rebsamen, aveva parlato di 850.000 visitatori, una cifra ricavata dalle telecamere agli ingressi, che contavano chiunque passasse.
Pierre Guez, consulente chiamato dal gruppo Krief a marzo, ha dichiarato a ICI che «la prima edizione della Cité de la gastronomie si ferma», ma che ci sarà «un atto 2, fra qualche mese o entro un anno». Secondo ICI, in questa seconda fase il gruppo Krief passerebbe la mano, e la Camera di commercio e dell'industria della Côte-d'Or guida da diverse settimane i lavori per rilanciare il progetto. Il Comune di Digione non ha voluto commentare quando France 3 lo ha interpellato in agosto.
La chiusura arriva mentre la vendemmia francese 2026 tocca il minimo da decenni e i deputati discutono modifiche ai buoni pasto. La Cité de la gastronomie di Digione conserva le sue mostre e il suo cinema; chi vi venderà da mangiare resta la domanda aperta.


