Buoni pasto: la Francia discute un tetto di 25 € al ristorante
Una proposta di legge all'Assemblea nazionale renderebbe permanente la spesa alimentare con i buoni. I ristoratori chiedono un limite giornaliero distinto prima dell'aula del 12 ottobre.

I buoni pasto francesi sono arrivati a una settimana decisiva a Parigi il 7 ottobre, quando la commissione affari sociali dell'Assemblea nazionale ha esaminato una proposta di legge che la ristorazione vuole emendare con un doppio tetto: 25 € al giorno al ristorante, 10 € al supermercato.
Il testo, la proposta di legge n. 2892, è stato depositato il 9 giugno da Christophe Naegelen, deputato del gruppo LIOT eletto nei Vosgi, con dieci colleghi. Il fascicolo dell'Assemblea indica 87 emendamenti in commissione e la discussione in aula lunedì 12 ottobre. La versione della commissione è stata depositata il 7 ottobre ma non era ancora pubblicata al momento di scrivere: l'esito degli emendamenti sul tetto, quindi, non risulta ancora.
Che cosa prevede la legge sui buoni pasto
Un buono nato per il pranzo oggi paga la spesa settimanale, e i ristoratori rivogliono la differenza.
Nulla è stato ancora approvato. Nella versione depositata, la proposta non contiene alcun doppio tetto. Rende permanente l'acquisto di qualsiasi alimento utile a preparare un pasto, con eccezioni fissate per decreto; la relazione cita alcol, dolciumi, alimenti per l'infanzia e per animali. Mette fine al buono cartaceo dal 1° gennaio 2028 e obbliga gli emittenti a inviare ogni gennaio a ciascun esercente un riepilogo di commissioni e spese.
Queste misure si applicherebbero dal 1° gennaio 2028. Fino ad allora, l'articolo 4 sposta la deroga in vigore, che consente di comprare pasta, riso o olio con i buoni, dal 31 dicembre 2026 al 31 dicembre 2027. Senza un voto entro fine anno, la deroga decade.
Il limite differenziato per i buoni pasto nasce dagli emendamenti. Secondo MoneyVox, deputati di MoDem e Renaissance hanno proposto 25 € per un pasto al ristorante e 10 € per gli acquisti in negozio. LCP ha riferito che Naegelen, che è anche relatore, ha presentato un'altra versione: mantenere 25 € al giorno per tutti gli alimenti e creare un tetto superiore di almeno il 20 % per i ristoranti. Altri emendamenti consentirebbero l'uso la domenica e nei festivi, oggi vietato salvo che il dipendente lavori.
La ristorazione conta 1,22 miliardi di spesa persa
Per il settore, l'argomento sono i numeri. Il GHR ha dichiarato il 18 settembre che la quota dei ristoranti nella spesa con i buoni è scesa dal 46,5 % del quarto trimestre 2022 al 34,3 % del primo trimestre 2026, un calo che valuta in 1,22 miliardi di euro l'anno su un mercato superiore a 10 miliardi.
L'UMIH ha definito il doppio tetto l'unica risposta giusta ed equilibrata e ha affermato che respingerlo indebolirebbe un settore di 175.000 ristoranti, riferisce MoneyVox. La federazione della distribuzione FCD ha replicato che i buoni devono restare al servizio del potere d'acquisto.
La disputa arriva in un Paese che sta già ripensando che cosa tassa e che cosa sovvenziona a tavola, a cominciare dalla tassa sullo zucchero negli alimenti trasformati. Più di 6 milioni di dipendenti ricevono i buoni pasto, accettati da oltre 240.000 esercenti, secondo la proposta. Il 12 ottobre l'aula comincia a decidere quanta di quella spesa torna in una sala.


