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Gault&Millau Parigi premia La Table du 11 di Versailles

Jean-Baptiste Lavergne-Morazzani conquista il Gault&Millau d'Or 2027 per la sua sala di Versailles, uno degli otto premi assegnati pochi giorni prima dell'uscita della guida.

Hall of Mirrors at the Palace of Versailles with gilded statues, chandeliers and sunlit parquet floor
Fotografia · Photo: Myrabella · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

Gault&Millau Parigi ha assegnato il suo oro 2027 a Jean-Baptiste Lavergne-Morazzani, di La Table du 11 a Versailles, una sala che la guida gialla valuta ora 16/20 con tre cappelli.

Il premio è stato consegnato lunedì 7 settembre all'Orangerie d'Auteuil, nella tappa di Parigi e dell'Île-de-France del Gault&Millau Tour, con Jean-François Piège nel ruolo di padrino della serata. Il volume regionale è arrivato in libreria, sull'e-shop della guida e su Amazon giovedì 10 settembre.

Lavergne-Morazzani ha aperto La Table du 11 nel 2015, a 24 anni, dopo Ferrandi e i passaggi nelle cucine di Gordon Ramsay e Yannick Alléno. La stessa guida lo aveva nominato Jeune Talent nel 2016 e Grand de Demain nel 2020. A 35 anni raccoglie il primo premio regionale, con una cucina che lavora a pochi minuti dalla reggia e alla quale si sono aggiunte La Cave du 11 e La Flottille, la taverna nel parco di Versailles.

Un voto in ventesimi dice più di un simbolo, e fa anche più male.

Che cosa ha premiato Gault&Millau Parigi

Nella stessa serata sono stati assegnati altri sette riconoscimenti. Jason Gouzy, di Pantagruel, nel I arrondissement, è stato nominato Grand de Demain con 15/20 e tre cappelli. Jihyun Kim, di Ebène, nel XV, ha ottenuto il Jeune Talent con 13,5/20 e due cappelli.

Thomas Boullault, di L'Arôme, nell'VIII, ha vinto il premio per la tecnica con 15,5/20. David Boudinet, capo pasticciere di Maison Rostang, nel XVII, è stato scelto come pasticciere dell'anno con 16,5/20. Rémi Chambard, di Le Corot, a Ville d'Avray, è stato premiato per il lavoro con i produttori con 15,5/20. Il voto più alto della serata non è andato a un fornello ma a una sala: Gaëtan Lacoste, maître e sommelier di Le Gabriel, nell'VIII, ha firmato 18,5/20 e quattro cappelli.

Una guida che assegna ancora voti in ventesimi

Gault&Millau assegna voti in ventesimi invece delle stelle, e per questo i suoi tour regionali si leggono come una classifica delle cucine francesi e non come un elenco di indirizzi. Quella di Parigi e Île-de-France è la più ampia delle quindici selezioni regionali che pubblica ogni anno, e quella in cui si discute di più la distanza fra un 15 e un 16. È anche il mese più intenso del mestiere: Taillevent ha appena cambiato chef e le cerimonie d'autunno sono solo all'inizio.

La guida non è un arbitro neutrale e in sala nessuno finge il contrario: il tour è un evento a pagamento con sponsor e i voti li decide una squadra ristretta di ispettori. Quello che offre, però, è un numero, dietro il quale è più difficile nascondersi che dietro un simbolo. Altri numeri arriveranno quando Michelin leggerà la sua prossima selezione a fine mese.

Gault&Millau chiude di solito i volumi regionali con una guida nazionale in autunno. Chi questa settimana è a 16/20 a Versailles saprà allora se il numero regge.

Fonti

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