Tommy Banks chiede un'IVA al 13% per locali più piccoli
Lo chef dello Yorkshire propone un'IVA per l'ospitalità a scaglioni, riservata alle imprese sotto i 50 milioni di sterline di fatturato annuo, una richiesta più mirata della campagna di Tom Kerridge.

Tommy Banks, lo chef alla guida del Black Swan a Oldstead, di Roots a York, dell'Abbey Inn a Byland e del General Tarleton vicino a Knaresborough, chiede un'IVA al 13% per le imprese dell'ospitalità con fatturato annuo sotto i 50 milioni di sterline, invece di un taglio uniforme per tutto il settore.
L'ospitalità paga oggi l'IVA standard britannica del 20%. La proposta di Banks creerebbe una fascia ridotta per gli operatori indipendenti e di medie dimensioni, lasciando le grandi catene all'aliquota attuale.
Un'IVA ospitalità Tommy Banks a scaglioni
Un taglio dell'IVA pensato per reggere l'aritmetica del Tesoro, non solo il conteggio delle firme.
Una ricerca della Bournemouth University Business School e di Hospitality Voices cifra il costo netto per il Tesoro di quell'aliquota al 13% tra 3,2 e 3,6 miliardi di sterline l'anno, una frazione di quanto costerebbe un taglio esteso a tutto il settore.
Banks ha presentato la soglia come risposta alle critiche ricevute dalle precedenti campagne per il taglio dell'IVA. "Una delle critiche più frequenti alla nostra campagna è stata: perché le grandi aziende, come McDonald's, dovrebbero avere un taglio dell'IVA?", ha detto. "È una domanda legittima."
Ha collegato la proposta a tre obiettivi: proteggere i posti di lavoro nelle imprese più piccole, sostenere i locali che definisce centrali per le loro comunità, e favorire in particolare l'occupazione giovanile, segnalando che quasi il 40% della forza lavoro del settore ha tra i 16 e i 24 anni.
Il confronto con la campagna di Kerridge
La proposta si affianca, e non si contrappone, a #VATsTheProblem, la campagna di Tom Kerridge che chiede un'IVA permanente al 10% per tutta l'ospitalità, a prescindere dalla dimensione dell'impresa, e che ha raccolto quasi 400.000 firme. Banks dice di sostenerla anche lui, ma vede la propria versione, basata su una soglia, come la via più mirata allo stesso sollievo.
Banks ha anche chiesto al primo ministro Andy Burnham di dare seguito alle promesse fatte in precedenza su uno sgravio fiscale per l'ospitalità, dichiarando: "Da quando è in carica, è stato preoccupantemente silenzioso sull'IVA."
Il duplice pressing arriva in un contesto di chiusure continue tra pub britannici e ristoranti indipendenti, che gli operatori collegano all'aumento dei costi e a un'aliquota IVA rimasta ferma nonostante anni di pressioni, inclusa una lettera separata di 800 imprese dell'ospitalità che chiedeva a Burnham un'aliquota piatta del 10%.
Mentre #VATsTheProblem punta su una pressione pubblica di massa, la proposta di Banks è costruita per reggere un calcolo costi-benefici più stretto nel Tesoro. Che una delle due arrivi alla prossima Finanziaria dipenderà meno dalle firme che dalla versione ritenuta sostenibile, domanda resa più acuta da uno studio sul taglio dell'IVA in Germania, dove poco del risparmio è arrivato ai prezzi.


