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Tartufo bianco, il ristorante Amâlia di Parigi paga 18.000 euro

Un lotto unico di poco più di 2 chili è finito a una cucina stellata parigina guidata da due chef italiani, a quasi il doppio dei prezzi massimi registrati ad Alba a ottobre.

Due tartufi bianchi, uno tagliato che mostra la polpa venata, su foglie autunnali
Fotografia · Nicolò Oppicelli / Mushroom Observer via Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Un lotto di tartufo bianco di poco più di 2 chili è stato venduto per 18.000 euro all'asta del 46° Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Città di Castello, in Umbria, domenica 1° novembre. Se l'è aggiudicato Amâlia, ristorante parigino con una stella Michelin guidato da due chef italiani.

Il lotto è stato composto con tartufi forniti da diverse aziende presenti alla fiera ed è andato all'incanto come unità unica, non come singolo esemplare da record. Amâlia, nell'11° arrondissement, è guidato dallo chef Eugenio Anfuso con la pastry chef Cecilia Spurio; la Guida Michelin gli assegna una stella.

Quanto vale al chilo il tartufo bianco all'asta

All'asta un tartufo si vende per l'attenzione che attira quanto per i suoi grammi.

Né gli organizzatori né la stampa locale hanno indicato un prezzo al chilo, ma il conto è semplice: 18.000 euro per poco più di 2 chili fanno meno di 9.000 euro al chilo. Le altre vendite della giornata sono state più contenute. Mauro Di Lieto, pastry chef italiano di base a Londra e vincitore di Bake Off: The Professionals nel Regno Unito nel 2023, ha pagato 1.900 euro per un tartufo da 350 grammi, circa 5.400 euro al chilo.

Andrea Vicario, executive chef di un ristorante di Polignano a Mare, in Puglia, ha pagato 1.000 euro per un tartufo di circa 200 grammi. Tra i professionisti presenti all'asta c'era anche Daniele Binario, chef resident di Ficheria Santomiele a Prignano Cilento.

Sono prezzi ben al di sopra del mercato. A inizio ottobre Il Resto del Carlino indicava il tartufo bianco ad Alba tra 2.000 e 4.500 o 5.000 euro al chilo per le pezzature migliori, mentre i ristoratori che compravano ad Acqualagna, nelle Marche, pagavano tra 2.000 e 2.500 euro. L'asta aggiunge un sovrapprezzo per selezione, pezzatura e visibilità, e chi rilancia lo sa.

La fiera è organizzata dall'Ente fiera Salone nazionale del tartufo bianco pregiato insieme al Comune. Il presidente Lazzaro Bogliari e l'assessora al turismo e al commercio Letizia Guerri hanno detto che la vendita rappresenta soprattutto un risultato per la promozione del territorio e che, attraverso i suoi tartufi, Città di Castello entra in relazione con alcune delle realtà gastronomiche più interessanti d'Europa.

Ancora due weekend, poi Grinzane Cavour

Il Salone prosegue nel centro storico il 7-8 e il 14-15 novembre, con ingresso libero, e vende tartufi dell'Altotevere che circonda Città di Castello. Il primo weekend ha già fissato il prezzo con cui si misurerà il resto dell'edizione.

Il prossimo termine di paragone arriva l'8 novembre, quando l'Asta Mondiale del Tartufo torna a Grinzane Cavour. I lotti migliori del Piemonte diranno se il prezzo parigino dell'Umbria è stato il tetto della stagione o soltanto la prima offerta.

Fonti

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