L'utile di Dishoom crolla a 4,2 milioni nonostante le vendite record
Il fatturato del gruppo di ristoranti indiani è salito del 16% nell'anno fiscale chiuso a marzo 2026, ma i costi del personale e la cessione di una quota hanno dimezzato l'utile.

Il fatturato britannico di Dishoom è cresciuto del 16%, a 159,4 milioni di sterline, nell'anno fiscale chiuso a marzo 2026, ma l'utile ante imposte è sceso a 4,2 milioni da 10,1 milioni, con costi del personale saliti a 68,6 milioni di sterline e oneri straordinari legati alla cessione di una quota a un fondo di private equity.
Il bilancio, depositato presso il registro delle imprese britannico e riportato da The Caterer il 2 ottobre, copre un anno in cui il gruppo di ristoranti in stile Bombay ha aperto due nuovi locali, tra cui il primo Permit Room, un hotel-ristorante a Notting Hill. L'EBITDA rettificato è salito a circa 22 milioni da 18,6 milioni, uno scarto che indica voci straordinarie più che un business più debole.
Il personale costa più delle vendite
Team stabili e un servizio costante contano più della crescita fine a se stessa.
Il monte salari è passato da 51,8 a 68,6 milioni di sterline, con un organico cresciuto da 1.990 a 2.173 dipendenti. L'aumento ha superato il 16% di crescita del fatturato, comprimendo il margine tra vendite e utile ante imposte nonostante il record di ricavi.
Dishoom non ha indicato nel bilancio il numero totale di ristoranti, ma il gruppo opera ormai a Londra, Manchester, Birmingham, Edimburgo e Oxford, oltre al nuovo locale di Notting Hill. Pem, di Romy Gill, aperto quest'anno poco distante, a Westminster, punta in modo simile sulla cucina regionale indiana nella capitale.
L'azienda ha dichiarato di puntare su un'esperienza cliente costante e sulla fidelizzazione del personale, indicando in team più stabili un fattore che ha permesso di assorbire l'aumento salariale senza tagliare il servizio.
La cessione a L Catterton lascia il segno
Il calo dell'utile riflette anche quelli che il bilancio descrive come costi straordinari di cessione legati all'ingresso di L Catterton nel settembre 2025, quando il fondo statunitense ha acquistato una quota di maggioranza dai fondatori di Dishoom. Questo tipo di spesa di consulenza e transazione, una tantum, in genere non si ripete nel bilancio dell'anno successivo.
La City ha letto l'operazione come un voto di fiducia nei piani di espansione di Dishoom, che includono un primo ristorante negli Stati Uniti previsto entro la fine del 2026. Un anno di utile più debole durante un cambio di proprietà è comune nella ristorazione britannica, dove catene come Mitchells & Butlers hanno affrontato aumenti simili di salari e contributi dallo scorso bilancio statale.
Il prossimo banco di prova per il gruppo sarà capire se la crescita del fatturato riuscirà a superare il costo del lavoro una volta usciti dai conti gli oneri una tantum della cessione, e se il formato Permit Room funzionerà oltre il primo locale.


