Gault&Millau Italia, debutto a gennaio dopo la cena di Buttrio
La guida gialla francese pubblica la prima edizione italiana a Torino all'inizio del 2027, con cinque regioni del Nord. Prima arriva una cena da 210 euro, il 16 ottobre, con cuochi di Monaco e Slovenia.

Gault&Millau Italia pubblicherà la sua prima guida ai ristoranti a gennaio 2027, con presentazione a Torino, e ha fissato la prima uscita pubblica: una cena venerdì 16 ottobre a Le Fucine Gourmet di Buttrio, alle porte di Udine.
La cena, intitolata Principi e Regine: Benvenuta Gault&Millau, mette insieme Emmanuel Pilon, del Louis XV – Alain Ducasse à l'Hôtel de Paris di Monaco, e Ana Roš, di Hiša Franko a Kobarid, in Slovenia. Entrambi hanno cinque toques nelle edizioni estere della guida. L'appuntamento rientra nella ventisettesima edizione di Ein Prosit, in programma dal 14 al 18 ottobre con oltre 90 cuochi, come ha riferito Italia a Tavola il 29 settembre. Il sito della guida indica un prezzo di 210 euro con abbinamento vini.
Nessuno dei due ristoranti è in Italia, ed è questo lo stato delle cose: finora non è stato pubblicato alcun punteggio, elenco o premio italiano.
Una guida che non ha ancora dato un voto si presenta con due cuochi che lavorano fuori dal Paese.
Che cosa coprirà per prima Gault&Millau Italia
La prima edizione si limita a cinque regioni del Nord: Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia e Trentino-Alto Adige. Il sito della società promette ora l'intero Paese entro il 2030; quando il progetto fu annunciato a gennaio, la stampa italiana indicava il 2031. Al lavoro ci sono circa 100 ispettori anonimi. Non è stato comunicato alcun numero di ristoranti.
A guidare Gault&Millau Italia sono l'imprenditore ceco Miroslav Lekeš, amministratore delegato, e Daniele Scaglia, general manager e capo degli ispettori, secondo il Gambero Rosso. La sede è a Monforte d'Alba, nelle Langhe. Il progetto è stato presentato a maggio al Salone del Libro di Torino, nello stand della Regione Piemonte. Il Giornale ha scritto che la guida sarà bilingue, in italiano e in inglese, con una tiratura cartacea limitata e accesso gratuito online.
Venti punti, cinque toques e uno scaffale affollato
I ristoranti sono valutati in ventesimi. Il primo toque scatta a 11 punti, il secondo a 13, il terzo a 15, il quarto a 17 e il quinto a 19. Il voto tiene conto della sala, della carta delle bevande, dell'atmosfera e del prezzo oltre che del piatto, un mandato più ampio di quello della Michelin. Una categoria a parte, POP, segnala i locali informali con una recensione e senza voto. Sono previsti sei premi annuali: Chef of the Year, Chef of Tomorrow, Young Talent, Chef de Patisserie, Best Sommelier e Pop of the Year.
All'Italia le guide non mancano. La Michelin vi assegna le stelle ogni autunno e il Gambero Rosso le sue forchette, e proprio il Gambero Rosso è stato tra i primi a spiegare come voterà la nuova arrivata. La guida gialla, fondata a Parigi nel 1972 da Henri Gault e Christian Millau, ha da fare anche in casa, dove ha appena annunciato 28 candidati ai trofei 2027 in Francia.
Il primo Chef of the Year italiano sarà proclamato a Torino con l'anno nuovo. Fino ad allora, gli unici toques che Gault&Millau Italia può mostrare arrivano da Monaco e dalla Slovenia.


