RAW WINE New York torna a Industry City nel 2026
L'edizione 2026 della fiera del vino naturale arriva a Brooklyn l'8 e 9 novembre, in un calendario di novembre affollato che porta i produttori a New York, Milano, Bruxelles e Berlino.

RAW WINE New York torna l'8 e 9 novembre e sposta la fiera dedicata al vino biologico, biodinamico e a minimo intervento a Industry City, nel quartiere di Brooklyn, per l'edizione 2026.
L'evento è guidato da Isabelle Legeron, prima Master of Wine francese, che ha fondato RAW WINE a Londra nel 2012. Da allora è diventata una fiera di riferimento per i produttori che lavorano con minimo intervento chimico, e ogni anno tocca città in Europa, Asia e Nord America.
L'edizione newyorkese dello scorso anno, ospitata al 99 Scott Studios di Bushwick, ha riunito oltre 120 produttori, 50 dei quali in città per la prima volta. Alcuni sono arrivati da Austria, Brasile, Giappone e Sudafrica per presentarsi accanto alle cantine delle Finger Lakes e di Long Island, nello stato di New York.
Tavoli lunghi, produttori che versano il proprio vino: il formato non cambia da un decennio.
RAW WINE New York apre un mese fitto
La fiera arriva all'inizio di un novembre affollato per il settore. VinNatur tiene il suo secondo appuntamento milanese l'8 novembre, lo stesso weekend in cui la Milano Wine Week riunisce eventi in due poli della città. Grrrabuge raduna produttori a Bruxelles il 14 e 15 novembre, e RAW WINE chiude il mese con la fiera di Berlino il 29 novembre, secondo il calendario di novembre della guida al vino naturale Raisin.
La concentrazione di date è voluta. Le fiere si organizzano sempre più in sequenza perché i produttori itineranti, spesso con piccoli appezzamenti e senza distributore, possano giustificare un unico viaggio transatlantico e versare il proprio vino per importatori, sommelier e pubblico in più città in un solo giro.
Cosa porta Brooklyn quest'anno
L'edizione 2026 si sposta da Bushwick a Industry City, il complesso di Sunset Park che ospita già mercati gastronomici e piccoli produttori manifatturieri. Le porte aprono a mezzogiorno di domenica, con sessioni separate per operatori e pubblico nei due giorni.
Le passate edizioni newyorkesi hanno affiancato alle degustazioni cibo di cucine indipendenti e torrefazioni invece del catering d'hotel, parte di un discorso secondo cui il vino naturale si trova meglio in locali informali e indipendenti che nei menu di abbinamento formali.
Il formato non cambia da oltre un decennio: tavoli lunghi, produttori che versano il proprio vino, nessun secchiello per sputare nascosto alla vista. Quello che è cambiato è il pubblico, passato da una cerchia ristretta di importatori a un pubblico capace di esaurire le sessioni professionali entro pochi giorni dall'apertura delle vendite.


