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67 Pall Mall Dubai aprirà nell'Opus di Zaha Hadid nel 2027

Il wine club londinese occupa circa 1.100 m² a Business Bay con 800 vini al calice, mentre le aperture di Shanghai, Melbourne e Bordeaux continuano a slittare.

Grattacieli di Business Bay a Dubai visti dal canale d'acqua in una giornata limpida
Immagine d’archivio · Sergei Gussev / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

67 Pall Mall Dubai, la prima sede in Medio Oriente del club privato del vino nato a Londra, aprirà all'inizio del 2027 al primo piano di The Opus, l'edificio firmato da Zaha Hadid a Business Bay.

Il fondatore e amministratore delegato Grant Ashton ha raccontato a The Drinks Business che la sede arriva dopo tre anni di ricerche in una città che frequenta dagli anni Novanta. Il club rileva circa 1.100 metri quadrati (12.000 piedi quadrati) dove si trovavano due ristoranti, Maison Dali e Revolver, entrambi chiusi all'inizio di quest'anno. Poiché lo spazio è già allestito, con due cucine funzionanti e un ingresso privato al piano terra, il gruppo lo tratta come una ristrutturazione e non come un cantiere da zero.

In attesa dei permessi, il progetto prevede una sala del club, sale da pranzo private, una terrazza per i sigari e una per cenare. Un corridoio lungo e stretto lasciato dalla pianta dell'edificio diventerà un tunnel del vino curvo di circa 20 metri, con bottiglie su entrambi i lati e sul soffitto.

A Dubai la carta dei vini è la parte facile; la data di apertura è la scommessa.

Che cosa verserà 67 Pall Mall Dubai

Ashton prevede una carta di circa 45 Paesi, con 800 vini al calice. Tutto il vino di Dubai passa da due distributori autorizzati, Maritime and Mercantile International e African & Eastern, e il club dice di lavorare con entrambi per portare annate vecchie e produttori non ancora venduti in città.

La quota annuale è di 25.000 AED (circa 5.085 sterline). La quota d'ingresso è azzerata per i primi 100 soci e dimezzata per i 500 successivi, e Ashton afferma che il margine sul vino sarà «praticamente zero», lo stesso scambio tra quote alte e ricarichi minimi che il gruppo applica a Shanghai. Il club dichiara già oltre 100 soci residenti a Dubai e nove dipendenti, tra cui lo chef Vicente Joseph e la sommelier Veronika Zakharchuk. Un'unica iscrizione dà accesso a tutti i club del gruppo.

Una rete che apre più lenta di quanto annuncia

Dubai si aggiunge a Londra, aperta nel 2015 in un'ex banca di Lutyens a St James's, a Verbier, a Singapore e a una membership di Hong Kong senza sede fisica. Il resto del calendario è slittato. Il club di Shanghai in una villa del 1925 su Donghu Road conta ora di aprire poco dopo il Capodanno cinese del 2027, dopo che i permessi edilizi sono arrivati con circa sei mesi di ritardo. Melbourne, attesa per metà 2025, è ora prevista per fine 2027; Bordeaux ha mancato sia aprile 2025 sia settembre 2026; Beaune, annunciata nel 2021 per maggio 2023, non ha una data.

Dubai dovrebbe quindi aprire prima delle sedi asiatiche e australiana, in una città che conta già una guida Michelin alla quinta edizione. Il dubbio riguarda meno il vino che il calendario: la storia stessa del gruppo rende «inizio 2027» un obiettivo più che una data.

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