La vendemmia del Prosecco è al 90% dopo la pioggia
Le piogge di settembre hanno reidratato uve messe a dura prova dal caldo notturno record, e il Consorzio di Conegliano Valdobbiadene prevede un'annata vicina al 2025 per volume e qualità.

La vendemmia del Prosecco a Conegliano Valdobbiadene è al 90%, ha comunicato il Consorzio della denominazione il 15 settembre, dopo che le piogge di metà mese hanno salvato uve messe a dura prova da un'estate di caldo notturno record.
La raccolta è iniziata attorno al 24 agosto, circa dieci giorni prima della media storica e una settimana prima rispetto al 2025. Poiché i vigneti in pendenza della DOCG, le Rive, si vendemmiano a mano, la campagna resta comunque sui consueti 20-25 giorni, anche con l'anticipo.
Le prime partite, raccolte il 24 e il 25 agosto, sono arrivate più leggere del previsto. Diego Tomasi, direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, spiega che le piogge di settembre hanno ribaltato la situazione. L'acqua è arrivata due volte: dopo la prima raccolta e quando restava da vendemmiare circa il 40%. In entrambi i casi ha reidratato gli acini senza causare marciumi.
Una vendemmia iniziata nel timore della siccità e finita nel sollievo resta comunque un'annata normale.
Le piogge salvano la vendemmia del Prosecco
Il sollievo è arrivato perché la stagione ne aveva offerto poco. Dal 10 giugno non cadevano le cosiddette "piogge di fondo", quelle che portano 50-60 millimetri in più giorni e ricostituiscono la riserva del terreno. Le aziende con irrigazione fissa o di soccorso se la sono cavata meglio, ma l'acqua da sola non ha compensato il caldo.
Più decisiva è stata la gestione della parete vegetativa. Tomasi sottolinea che un grappolo esposto al sole diretto può raggiungere i 50 gradi, una soglia che nessuna irrigazione corregge in seguito. Chi ha evitato sfogliature e cimature troppo spinte ha protetto meglio le uve; il Consorzio indica ora questa prudenza come lezione per le prossime annate in un clima che si scalda.
Notti più calde della vendemmia 2003
Tomasi paragona il 2026 al 2003, al 2015 e al 2022, le annate più calde degli ultimi decenni. Le massime diurne sono state vicine a quelle del 2003, con circa 60 giorni sopra i 30 gradi contro 55 di allora. La vera anomalia è nelle notti: quasi 50 sopra i 23 gradi, tre oltre la soglia delle notti tropicali e in media tre più calde di quelle del 2003. La prima notte a quella temperatura risale solo al 2024.
Nonostante questo, le uve che entrano in cantina mostrano uno stato sanitario molto buono, con l'acidità come unico dato sotto osservazione mentre scende lentamente. Tomasi prevede un volume vicino al 2025 e definisce l'annata, nel complesso, dentro la normalità.
Il salvataggio distingue Conegliano Valdobbiadene da altre vendemmie 2026: la vendemmia francese è avviata verso il minimo dal 1957, mentre la vendemmia più precoce di Rioja ha riacceso lo scontro sul prezzo dell'uva.
L'ufficio tecnico della denominazione prevede un quadro aromatico più chiaro entro fine novembre. I dati ufficiali di produzione arriveranno il 15 dicembre, scadenza fissata dal regolamento della DOCG, dando al mercato dello spumante i primi numeri certi su una vendemmia iniziata nel timore della siccità e conclusa nel sollievo.
Fonti
- Vinetur · 2026-09-17
- QdpNews (Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG) · 2026-09-14
- I Grandi Vini · 2026-07-30


