Bàtu Taormina entra nella selezione della Guida Michelin
Il ristorante dello chef Luca Miuccio al Grand Hotel San Pietro ottiene una scheda Michelin, non una stella: due menu da otto portate, uno vegetariano, e un restyling da 16 milioni.

Bàtu Taormina, il ristorante gourmet del Grand Hotel San Pietro guidato dallo chef Luca Miuccio, è entrato nella selezione italiana della Guida Michelin. La scheda porta l'etichetta «Novità» della guida e nessuna distinzione: le stelle 2027 saranno annunciate solo il 12 novembre.
Il ristorante si trova nel giardino mediterraneo dell'albergo, in via Luigi Pirandello 50, sopra lo Ionio, con vista su Isola Bella e sull'Etna. Il nome richiama il fiore dell'ulivo. Michelin lo classifica come cucina siciliana e contemporanea nella fascia di prezzo più alta, quattro simboli su quattro, e secondo All Food Sicily è aperto solo a cena, dal martedì al sabato.
Che cosa dice Michelin di Bàtu Taormina
Una scheda nella Guida Michelin apre la porta; le stelle si decidono a Piacenza.
La nota degli ispettori descrive una cucina legata alle stagioni e al mondo vegetale, costruita su prodotti locali, con due menu degustazione da otto portate: uno interamente vegetariano, l'altro che abbina l'orto a pesce e carne. Alla riapertura stagionale del 1° maggio l'hotel ha annunciato anche una formula in tre portate scelte dai percorsi degustazione e una carta dei vini di circa 700 etichette, con un peso forte dell'Etna e degli altri produttori siciliani.
La centralità del vegetale non è un copione nuovo. Quando Bàtu è entrato nella guida Identità Golose come novità 2025, l'hotel citava un percorso senza carne con finti crudi di pesce, peperone ammuttunatu e un plin di segale con l'orto, accanto a «Luca, ago e filo», un menu costruito su misura per ogni ospite.
«L'ingresso del Bàtu nella Guida Michelin è un traguardo importante per me, ma soprattutto per tutta la squadra», ha dichiarato Miuccio in una nota ripresa da HorecaNews. Piero Benigni, direttore dell'hotel, lo ha definito la conferma che il percorso per riportare la struttura ai vertici dell'ospitalità taorminese sta dando i suoi frutti.
Una scommessa da 16 milioni su un albergo storico
Il Grand Hotel San Pietro appartiene a Lindbergh Hotels, che ha investito oltre 16 milioni di euro in un restyling di camere e suite, facciate, piscina, spa e ristoranti, secondo HorecaNews e Messina in diretta. Bàtu condivide la struttura con altri quattro locali, dal Giardino degli Ulivi al Belvedere Café.
Il vertice siciliano è già affollato: nella stessa Taormina St. George by Heinz Beck ha due stelle, e il Giardino Arabo di Borgo Cala Creta, a Lampedusa, è entrato nella selezione online di Michelin a luglio. Per la tavola del resto dell'isola c'è la nostra guida su cosa mangiare a Palermo.
La prossima tappa è Piacenza. La 72ª edizione, la Guida Michelin Italia 2027, sarà presentata al Teatro Municipale il 12 novembre, secondo la Regione Emilia-Romagna. Fino ad allora Bàtu ha una pagina nella guida e niente di più: le stelle si assegnano sul palco.


