Vigneti a riposo: l'Australia detta le regole per l'etefon
Un fitoregolatore spruzzato all'allegagione elimina il raccolto dalle viti la cui uva nessuno comprerà, e l'Australia Meridionale paga 40 dollari australiani a ettaro dopo la vendemmia più scarsa dal 2000.

I vigneti a riposo tornano nell'agenda della primavera australe: il 28 settembre l'Australian Wine Research Institute (AWRI) ha aggiornato la sua guida sull'uso dell'etefon per far cadere gli acini giovani dalle viti la cui uva nessuno comprerà in questa annata.
Il momento segue la vendemmia nazionale più piccola dal 2000, 1,27 milioni di tonnellate secondo Wine Australia, e il piano di aiuti da 109 milioni di dollari australiani per il vino dell'Australia Meridionale annunciato il 18 settembre, composto per lo più da prestiti per estirpare i vigneti in perdita. Il riposo è l'opzione più economica e reversibile: la vite resta in terra, ma per una stagione non porta frutto.
Come funzionano i vigneti a riposo con l'etefon
Una vite a riposo è una scommessa: che il rosso torni prima che il viticoltore si arrenda.
L'etefon è un regolatore di crescita delle piante. Spruzzato in primavera, fa staccare dal rachide gli acini non sviluppati, così il viticoltore può ridurre irrigazione, concimi e trattamenti ed evitare i costi di vendemmia e smaltimento della frutta. L'AWRI colloca la finestra tra lo stadio E-L 25, quando è caduto l'80% delle caliptre, e l'E-L 27, l'allegagione, con acini oltre i 2 mm. Le prove del South Australian Research and Development Institute (SARDI) sullo Shiraz nel Riverland nel 2023 e nel 2025 hanno dato il risultato migliore a E-L 27.
Le regole sono rigide. Una o due applicazioni a distanza di almeno sette giorni, anche se di solito ne basta una. Niente acqua alcalina nella botte, niente fungicidi rameici nella miscela, vento tra 3 e 20 km/h e nessun trattamento se sono previste piogge forti entro tre giorni. Le viti trattate non possono essere pascolate né tagliate come foraggio. L'uso è autorizzato in tutti gli stati e territori con il permesso PER94008 dell'autorità australiana per pesticidi e farmaci veterinari (APVMA), valido fino al 31 luglio 2030.
Il SARDI ha rilevato un effetto minimo sulle rese dell'anno successivo e, secondo i governi statale e federale, nessun residuo rilevabile nell'uva raccolta. «Mettere a riposo le viti evita lo spreco di frutta non vendemmiata nei vigneti e riduce i rischi legati a parassiti e malattie», ha detto ad agosto Clare Scriven, ministra delle Industrie primarie dell'Australia Meridionale.
Un rimborso per chi non ha un acquirente
L'Australia Meridionale paga 40 dollari australiani a ettaro, GST esclusa, per l'etefon acquistato tra il 1° luglio 2026 e il 31 gennaio 2027, fino a 1.000 ettari per azienda. È il quarto round del Vineyard Resting Rebate, finanziato dal governo statale e da quello federale. Chi non prevede di vendere la propria uva può risparmiare fino a 2.000 dollari australiani a ettaro tra input, acqua e gestione, secondo il programma.
Il mercato spiega la domanda. Nel 2026 i conferimenti di uve rosse sono calati del 29% e quelli di uve bianche del 9%, e lo Chardonnay ha superato lo Shiraz come varietà principale per la prima volta in 20 anni, ha comunicato Wine Australia a luglio. La sola Australia Meridionale conta 1.440 ettari di vigneto in meno rispetto a un anno fa.
L'Europa fa lo stesso conto da un'altra angolazione: il Portogallo paga i viticoltori del Douro per lasciare l'uva sulla pianta. In Australia la scommessa è che mantenere una vite a riposo costi meno che reimpiantarla quando tornerà la domanda di rosso, se tornerà.
Fonti
- The Australian Wine Research Institute (AWRI) – Agrochemical update: how to rest vineyards with ethephon ·
- InDaily – Govt stumps up millions to help pull out SA vines ·
- Winetitles – Vineyard Resting Rebate to launch for a fourth time in South Australia ·
- ABC News – Wine Australia National Vintage Report 2026 ·


