L'Italia chiede all'UE di attivare la riserva agricola
I prezzi alla produzione nelle principali zone olivicole italiane sono crollati di oltre la metà, mentre le scorte salgono del 40% dopo un raccolto record.

L'Italia ha chiesto all'Unione europea di attivare la Riserva agricola dopo che il prezzo dell'olio d'oliva nelle principali zone di produzione è crollato di oltre il 50% nell'ultimo anno, secondo i dati di settore.
Roma ha portato la richiesta al Consiglio Agricoltura dell'UE, a Bruxelles, il 28 e 29 settembre, chiedendo fondi per "misure eccezionali volte ad affrontare gravi perturbazioni del mercato", secondo la testata di affari europei Eunews. I produttori sostengono che i prezzi attuali "non sono sufficientemente remunerativi".
Le scorte italiane di olio d'oliva erano pari a circa 233.000 tonnellate a luglio 2026, in aumento del 40% rispetto alle 162.000 tonnellate di un anno prima, riferisce Eunews citando dati UE. Le scorte dell'intera UE per la campagna 2025/26 sono stimate in 420.000 tonnellate.
Un raccolto record si è trasformato nell'eccesso che ora soffoca gli stessi produttori che lo hanno realizzato.
Un rimbalzo dell'offerta ha ribaltato il mercato
L'eccesso di offerta arriva dopo una forte ripresa della produzione italiana. La produzione della campagna 2025-26 è salita del 31%, a circa 325.000 tonnellate, dopo diversi raccolti scarsi che avevano portato i prezzi a massimi storici nel 2023 e nel 2024.
L'aumento delle scorte si è sommato a costi di produzione elevati, spinti in parte dai prezzi dell'energia e dei fertilizzanti legati alla crisi in Medio Oriente, comprimendo i margini dei produttori proprio mentre l'olio arriva più economico sugli scaffali, riferisce Eunews.
Un riequilibrio che coinvolge tutto il Mediterraneo
La Grecia ha vissuto un andamento simile quest'anno: i prezzi lì sono dimezzati con l'avvio della raccolta 2026, anche se la produzione è prevista tra 280.000 e 330.000 tonnellate. Anche la Spagna, il maggiore produttore mondiale, ha ridotto la propria stima, tra 1,4 e 1,5 milioni di tonnellate, dopo un'estate secca e calda, un dato comunque ben superiore ai raccolti scarsi del 2022 e del 2023.
Le associazioni agricole italiane Coldiretti e Unaprol hanno fatto pressione su Roma perché intervenga, segnalando che circa mezzo miliardo di chili di olio straniero sono entrati in Italia lo scorso anno, aggiungendo pressione sui prezzi nazionali, secondo la testata di settore L'OlivoNews.
La Riserva agricola, un fondo interno al bilancio agricolo dell'UE, ha già finanziato in passato aiuti d'emergenza e programmi di stoccaggio privato per settori colpiti da bruschi sbalzi di prezzo. La Commissione europea non ha ancora detto se stanzierà fondi per l'olio d'oliva.


