Olio d'oliva greco: prezzi dimezzati con la nuova raccolta
L'extravergine si paga all'origine 3,90-4,20 euro al chilo, contro i 9,50 del picco. I produttori dicono che i costi non sono scesi e che il prezzo lo fa ancora la Spagna.

I prezzi dell'olio d'oliva greco sono scesi a meno della metà del loro massimo all'avvio della campagna 2026/27: l'extravergine di buona qualità si paga all'origine tra 3,90 e 4,20 euro al chilo, contro i circa 9,50 euro del momento peggiore della crisi, secondo i dati riportati da Capital.gr.
Le prime stime collocano la produzione greca tra 280.000 e 330.000 tonnellate, con 300.000 come scenario più citato. Manolis Giannoulis, presidente dell'Organizzazione interprofessionale nazionale dell'olio d'oliva, ha spiegato a Powergame.gr che, se quel volume sarà confermato, il prezzo alla produzione si aggirerà intorno ai 4 euro al chilo, con un margine del 10% in più o in meno: una forchetta di circa 3,60-4,40 euro.
Kostas Koutsioumpis, presidente di SEVITEL, l'associazione dei confezionatori greci di olio d'oliva, è stato più prudente. «Se la produzione verrà confermata, ci sarà anche un calo dei prezzi. Di quanto, è ancora presto per dirlo», ha dichiarato secondo Capital.gr.
L'olio greco torna a costare poco; chi lo raccoglie, no.
L'olio d'oliva greco scende, i costi salgono
Dall'uliveto il calo si vede con meno entusiasmo. Capital.gr stima costi di produzione di 3-3,50 euro al chilo per le aziende organizzate e di 4-5 euro contando tutta la manodopera. Una giornata di raccolta costa ormai 60-80 euro, contro i 30-35 euro di cinque anni fa, e i lavoratori scarseggiano. In Spagna, con più meccanizzazione e dimensioni maggiori, lo stesso chilo costa tra 1,70 e 2 euro, secondo lo stesso articolo.
I consumatori hanno visto parte della correzione. L'indice dei prezzi dell'olio d'oliva di ELSTAT, l'istituto statistico greco, è sceso da 240,15 punti nel luglio 2024 a 134,64 nell'agosto 2026, eppure sugli scaffali dei supermercati il litro resta tra 7,30 e 7,80 euro. I dati Nielsen citati da Capital.gr mostrano vendite nella grande distribuzione in crescita del 20% in volume nel 2025, a 17,3 milioni di litri, e di un altro 6% nei primi otto mesi del 2026. Il consumo pro capite, 9,7 chili, è circa la metà di trent'anni fa.
A fare il prezzo è di nuovo la Spagna
«Il barometro è la Spagna», ha sintetizzato Giannoulis. La produzione spagnola, attesa inizialmente a 1,8 milioni di tonnellate, è stata rivista a 1,4-1,5 milioni dopo un'estate in cui l'Andalusia ha toccato 42-44 °C. A Jaén la raccolta è già partita in anticipo, e la campagna spagnola tiene da mesi bassi i prezzi dell'olio all'origine.
Sul tavolo c'è anche lo scenario al ribasso. Se la produzione mediterranea crescesse di altre 500.000-700.000 tonnellate, riferisce Greek City Times, il prezzo alla produzione potrebbe scivolare verso 2,50 euro al chilo, ben al di sotto di quanto la maggior parte degli olivicoltori greci dice di dover incassare per coprire i costi. L'olio più economico sullo scaffale, in altre parole, rischia di pagarlo l'uliveto.


