Il World Pasta Day 2026 mette Parma al centro
Riccardo Felicetti segna la 28ª edizione invitando i piccoli pastai ad abbandonare formule abusate come «trafilato al bronzo», mentre i numeri dell'export italiano continuano a crescere.

Il World Pasta Day cade il 25 ottobre e, per la sua 28ª edizione, gli organizzatori hanno scelto per la prima volta Parma come sede principale, inserendo la celebrazione in una World Pasta Week di tre giorni che arriva fino al 27 e 28 ottobre dentro la fiera Cibus Tec.
La giornata nasce da un congresso tenuto a Roma 31 anni fa, racconta Riccardo Felicetti, pastaio trentino alla guida del Pastificio Felicetti ed ex presidente dell'International Pasta Organisation. Tre anni dopo quel congresso, nel 1998, è diventato un appuntamento fisso ogni anno. Quest'anno a organizzarlo sono insieme Unione Italiana Food e International Pasta Organisation, con l'hashtag #WorldPastaDay che lo scorso anno ha generato oltre 21.000 post.
Felicetti ha colto l'occasione per criticare il modo in cui i piccoli produttori raccontano la propria pasta. Espressioni come «trafilato al bronzo» o «essiccato a bassa temperatura», ha detto, si sono ripetute così tante volte da svuotarsi di significato. «Perché l'omologazione non è mai una bella notizia», ha aggiunto, invitando i produttori a costruire qualcosa di più distintivo di un elenco di claim condiviso da tutti.
La pasta non ha bisogno di un altro aggettivo: i numeri parlano già da soli.
L'Italia si tiene la fetta più grande del commercio
I numeri dietro la giornata arrivano da Valore Pasta, il report realizzato da Unione Italiana Food con The European House – Ambrosetti. La produzione mondiale di pasta ha superato i 17,3 milioni di tonnellate nel 2025, e l'Italia resta sia il primo produttore, con quasi 4,2 milioni di tonnellate, sia il primo esportatore, con 2,5 milioni di tonnellate spedite all'estero. Questo porta il Paese al 48,3% del commercio mondiale di pasta, davanti a Turchia (2,04 milioni di tonnellate), Stati Uniti (2 milioni) ed Egitto (1,5 milioni).
Gli italiani sono anche i maggiori consumatori al mondo, con 23,1 kg a testa l'anno. Il report rileva che il 68,6% dei giovani italiani ha mangiato pasta fuori dagli orari tradizionali nell'ultimo anno, soprattutto in occasioni conviviali, mentre il pranzo della domenica resta il momento più amato, citato dal 54,4% degli intervistati, davanti al pasto al rientro da un viaggio lungo, citato dal 32,6%.
Il clima, non la concorrenza, preoccupa i produttori
Alla domanda su cosa condizionerà il settore in futuro, il 66,6% degli intervistati ha indicato i cambiamenti nei consumi, in particolare nuovi gusti e stili alimentari, citati dal 35,8%. Il cambiamento climatico è stato il fattore singolo più citato, con il 38,0%. I punti di forza della pasta, secondo lo stesso sondaggio, restano il prezzo accessibile, citato dal 43,4%, e la capacità di piacere a tutta la famiglia, citata dal 41,6%.
AMUSE ha accompagnato le passate stagioni della pasta con ricette proprie, tra cui le tagliatelle al ragù di Bologna e il tajarin di stagione del tartufo piemontese. Cibus Tec prosegue fino al 28 ottobre.


