UKHospitality chiede un taglio IVA prima della Manovra autunnale
La federazione di categoria britannica vuole l'IVA sulla ristorazione dal 20% al 10% e una riforma più ampia delle tasse locali, in una campagna in quattro punti prima della Manovra del 28 ottobre.

UKHospitality ha chiesto al cancelliere John Healey di tagliare l'IVA sulla ristorazione dal 20% al 10% nella Manovra autunnale del 28 ottobre, nell'ambito di una campagna in quattro punti chiamata Budget26.
Le altre richieste della federazione includono un'ulteriore riforma dei "business rates" (la tassa locale sugli immobili commerciali), uno sconto maggiore per gli hotel colpiti dalla revisione catastale del 2026, una soglia più alta per i contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro e un "bonus turistico" al posto delle tasse di soggiorno locali.
I business rates sono il punto più critico. La Manovra 2025 ha fissato un'aliquota permanentemente più bassa per gli immobili con valore catastale sotto le 500.000 sterline a partire da aprile 2026, ma UKHospitality sostiene che le bollette continueranno a salire. Le sue stime indicano che la tassa di un pub medio sarà più alta di 4.500 sterline nel 2027/28 e di 7.000 sterline nel 2028/29.
Quattro richieste, una Manovra, e un settore che scommette i margini su un cancelliere ancora da decifrare.
Kate Nicholls, amministratrice delegata di UKHospitality, sostiene che lo sconto di 5 penny per sterlina già applicato copre solo un quarto del massimo di 20 penny proposto dal governo l'anno scorso.
La campagna chiede anche che la soglia secondaria dei contributi previdenziali datoriali salga a 10.000 sterline entro aprile 2029, rispetto al livello più basso fissato nella Manovra precedente, a cui il settore attribuisce tagli di orari e posti di lavoro.
Il bonus turistico sostituirebbe il mosaico di tasse di soggiorno ora allo studio dei consigli locali in Scozia e Galles, che secondo UKHospitality aggiungono costi sopra l'IVA e i business rates invece di alleggerirli.
Quattro richieste, una Manovra
UKHospitality definisce il 28 ottobre "un momento di svolta" per un settore che, dice, ha assorbito anni di costi crescenti senza una crescita equivalente dei ricavi. Il solo taglio dell'IVA al 10% su ristorazione e attrazioni turistiche a pagamento avvicinerebbe il Regno Unito alle aliquote già applicate in Francia, Italia e Spagna.
Scozia e Galles hanno fissato quest'anno le proprie politiche sui business rates, e UKHospitality le ha criticate entrambe, indicando una bolletta prevista di 122 milioni di sterline dalla Manovra gallese come esempio di ciò che va storto senza una riforma coordinata.
Un settore che conta ancora le perdite
La campagna arriva settimane dopo che i fallimenti nella ristorazione britannica sono scesi del 24% ad agosto, segnale che il peggio della scossa post-pandemica potrebbe attenuarsi, anche se la federazione avverte di nuove pressioni in arrivo.
Se il Tesoro accoglierà una delle quattro richieste si saprà solo quando il cancelliere si alzerà il 28 ottobre. UKHospitality dice che continuerà a fare pressione "fino all'ultimo momento utile".


