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Fallimenti nella ristorazione britannica giù del 24%

Il dato mensile è il più basso dell'anno, ma il totale a dodici mesi resta a 3.201 e la revisione degli estimi catastali arriva prima che i locali possano tirare il fiato.

Bancone di legno vuoto con spine di birra in ottone e bicchieri in un pub tradizionale di Londra
Fotografia · Photo: Alan Hughes · Wikimedia Commons · CC BY-SA 2.0

I fallimenti nella ristorazione britannica sono scesi a 233 in agosto, il 24% in meno rispetto ai 306 di luglio e il 12% sotto i 266 di un anno fa, secondo i dati dell'Insolvency Service per Inghilterra e Galles.

La voce alloggio e ristorazione conta comunque 3.201 procedure nei dodici mesi fino ad agosto, il terzo totale più alto fra tutti i settori dopo l'edilizia e l'insieme di commercio all'ingrosso, al dettaglio e riparazione di veicoli. Il calo di agosto porta il conteggio mensile al minimo dell'anno senza cambiare quel quadro annuale.

Nell'economia nel suo complesso il mese è stato piatto. Inghilterra e Galles hanno registrato 1.946 procedure concorsuali in agosto, contro 1.934 a luglio e 2.007 nell'agosto 2025, con un calo del 3% su base annua. La ripartizione: 1.431 liquidazioni volontarie dei creditori, 314 liquidazioni coatte, 182 amministrazioni controllate e 19 concordati.

Un agosto caldo ha comprato tempo al settore; i costi di aprile non si sono mossi.

Perché calano i fallimenti nella ristorazione britannica

Le amministrazioni controllate sono l'eccezione: il 44% sopra luglio e il 60% sopra l'agosto 2025, un balzo che l'Insolvency Service collega a oltre 250 società immobiliari collegate entrate insieme nella procedura, non a locali che chiudono.

È l'incasso a spiegare il miglioramento della ristorazione. Un agosto caldo ha riempito dehors e giardini dei pub alla fine di un'estate che aveva già alzato il fatturato. «Pur in presenza di segnali positivi di crescita nel settore, la ripresa resta fragile e serve prudenza», ha detto Saxon Moseley, responsabile leisure e hospitality di RSM UK.

Il collega Gordon Thomson, partner per le ristrutturazioni dello stesso studio, guarda al bilancio più che alla cassa: «Il debito storico può far cadere una posizione altrimenti sostenibile, quindi conviene chiedere assistenza per ristrutturare». L'amministrazione di BrewDog ha lasciato i creditori senza fondi con la stessa aritmetica.

I costi in arrivo ad aprile

La revisione degli estimi del 2026 è il passo successivo. UKHospitality stima un aumento medio della rendita del 30% per i pub e del 14% per i ristoranti, con gli alberghi davanti a bollette più alte di circa il 110%: rincari che sopravvivono al coefficiente ridotto annunciato a luglio.

Gli stipendi si muovono in parallelo. Il salario minimo vitale sale a 12,71 £ ad aprile 2026, sopra i 3,4 miliardi di sterline che l'associazione di categoria dice assorbiti dal settore con le modifiche contributive dell'aprile 2025. L'amministratore delegato Allen Simpson chiede uno sconto di 20 pence sul coefficiente per tutti gli immobili della ristorazione, non solo per i pub.

Nemmeno le operazioni si sono fermate: Heineken tratta una quota da 300 milioni di sterline di Stonegate. Un mese caldo è una tregua, non una ripresa; il numero che si muoverà ora è il totale a dodici mesi.

Fonti

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