Gucci Osteria è il miglior ristorante italiano di Tokyo
Una nuova guida di Gambero Rosso classifica la cucina italiana di Tokyo, mettendo il menu di Raffaella De Vita a Ginza e un bancone pizza al 38° piano in cima alle rispettive categorie.

Gucci Osteria ha conquistato il vertice di una nuova classifica dei ristoranti italiani di Tokyo, guidata dalla chef italiana Raffaella De Vita nella sua cucina di Ginza all'interno del gruppo Francescana Family di Massimo Bottura.
La classifica, pubblicata dalla guida Top Italian Restaurants di Gambero Rosso il 3 novembre, ha assegnato a Gucci Osteria il punteggio più alto, Tre Forchette, per un menu che la guida descrive come itameshi, che unisce tecnica italiana e ingredienti giapponesi. De Vita, originaria di Foggia, è entrata nel ristorante come senior sous chef cinque anni fa e ora guida la cucina.
Tra i piatti in carta figurano le tagliatelle di wagyu al ragù, la cotoletta di wagyu e una pizzaiola di tonno Oma. Un piatto, una salsa verde a forma di lingua, è un richiamo diretto al logo dei Rolling Stones, nota la guida.
Le cucine italiane di Tokyo hanno smesso di copiare Roma e hanno iniziato a discuterci.
La pizza si prende il suo premio
Tra le pizzerie, il punteggio massimo della guida, Tre Spicchi, è andato a The Pizza Bar on 38th, guidato dallo chef Daniele Cason al 38° piano del Mandarin Oriental con vista sullo skyline della città. Il locale propone un menu degustazione in stile omakase di pizza romana alla pala a un bancone di sole otto postazioni.
Due Forchette sono andate a Il Ristorante di Niko Romito, al 40° piano del Bvlgari Hotel e guidato dallo chef Mauro Aloisio sotto la direzione di Romito; la guida ricorda che Romito ha ottenuto 99 punti nella sua guida separata Ristoranti d'Italia, un punteggio mai eguagliato, secondo quanto riportato. Kurodino, ristorante incentrato sul vino guidato da Keisuke Kuroda, ex sommelier delle sedi di Enoteca Pinchiorri a Firenze e a Tokyo, ha ottenuto anch'esso Due Forchette, con una menzione speciale per la carta dei vini.
La scena italiana di Tokyo trova una propria identità
La guida di Gambero Rosso sostiene che la cucina italiana di Tokyo abbia sviluppato quella che definisce una personalità autonoma, costruita su centinaia di locali che vanno dall'alta cucina alle trattorie più rustiche, con una crescita costante registrata anno dopo anno. L'autrice scrive che oggi è più facile trovare una carbonara fatta a regola d'arte a Tokyo che in alcune zone di Roma.
I risultati della guida a Tokyo arrivano in un anno in cui la cucina italiana all'estero continua a trovare nuovi palcoscenici, dal nuovo ristorante di Mauro Colagreco sul lago di Como alla scomparsa, questa settimana, di Nadia Santini, tra le chef più influenti d'Italia, il cui ristorante tre stelle Dal Pescatore ha segnato il modo di leggere quella cucina in patria.


