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Bruno Verjus chiuderà Table a Parigi il 22 dicembre

Lo chef del due stelle, ottavo nella The World's 50 Best, dichiara morta l'alta cucina e dice di non volere più una tavola il cui prezzo lascia fuori le persone.

Calici vuoti e tovaglioli piegati su una tavola apparecchiata davanti a un muro di mattoni
Immagine d’archivio · Photo: Lais Moser · Pexels · Pexels License

Bruno Verjus servirà l'ultima cena da Table, il suo ristorante due stelle Michelin nel 12° arrondissement di Parigi, il 22 dicembre 2026: chiude così una delle sale più premiate del mondo mentre è ancora piena ogni sera.

Verjus ha annunciato la decisione in un video pubblicato l'8 settembre. Table, al numero 3 di rue de Prague, è ottavo nella classifica The World's 50 Best Restaurants, dopo essere stato terzo nel 2024. Propone un unico menu, Couleur du Jour, a 480 euro a persona bevande escluse: tra 10 e 14 portate in circa due ore e mezza.

«Il fine dining, l'alta cucina, è morto», ha detto lo chef nel video. Il motivo non sono le prenotazioni. L'idea di escludere qualcuno dalla sua tavola lo mette a disagio, ha spiegato, e non si riconosce più in un modello i cui prezzi lo riservano a una clientela ristretta.

Table non chiude perché è vuoto, ed è proprio questo a mettere a disagio.

Perché Bruno Verjus lascia al vertice

Verjus è arrivato tardi ai fornelli. Ha aperto Table nel 2013, a 54 anni, dopo una carriera da dirigente di un'azienda medicale in Cina, da produttore di vino e da giornalista gastronomico. Il ristorante ha costruito la sua fama sulla materia prima, e nell'annuncio Verjus ha ribadito che i produttori e gli ingredienti scelti con cura resteranno al centro di ciò che cucinerà in futuro.

Non ha detto che smetterà. Citato da El Español, Verjus ha descritto il passo come un cambio di corsia e non come un rallentamento, e ha parlato di servire più persone con un servizio più rapido ed economico che conservi la qualità del prodotto. Per un nuovo progetto non sono stati annunciati indirizzo, data né menu.

Una chiusura che alimenta un dibattito più ampio

L'annuncio arriva in una stagione difficile per i ristoranti a menu degustazione. A Copenaghen Alchemist chiuderà cinque mesi l'anno nonostante una lista d'attesa che stima oltre il milione di persone. In Spagna El Español elenca le chiusure recenti di Slow & Low a Barcellona e di Santerra a Madrid, entrambe legate a costi che i menu di questo livello faticano ad assorbire: materia prima, personale, energia e affitto.

Table si distingue per un aspetto: non chiude perché è vuoto, e questo rende la decisione una lettura scomoda per tutta la categoria. A Parigi non mancheranno tavole ambiziose, a cominciare dal nuovo ristorante di Anne-Sophie Pic alla Fondation Cartier. In rue de Prague il conto alla rovescia segna meno di tre mesi.

Fonti

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